Umbria

Perugia. Romizi: operazione verità o strategia di distrazione sulla Sanità umbra?

Andrea Romizi, consigliere regionale di Forza Italia, già sindaco di Perugia, in una nota “tagliente” contesta i dati diffusi dalla Regione Umbria sulla Sanità. “Un’operazione verità che nasconde più interrogativi che risposte. È questa la sensazione che emerge dopo la comunicazione ufficiale della Regione Umbria sui conti della sanità, presentata con toni allarmistici dalla presidente Proietti. Il messaggio, diffuso attraverso i canali istituzionali della Regione e accompagnato da un’analisi contabile commissionata a una società privata, evidenzia un presunto deficit di 243 milioni di euro nel 2024, dipingendo un quadro di crisi finanziaria che sembrerebbe giustificare l’inevitabile aumento delle tasse regionali. Ma è davvero così? Oppure ci troviamo di fronte a una strategia comunicativa volta a distogliere l’attenzione dal reale fallimento della politica sanitaria regionale?” si chiede l’esponente azzurro.

Liste d’attesa raddoppiate invece che azzerate

“Uno degli elementi più critici riguarda la questione delle liste d’attesa, che erano state al centro della campagna elettorale della sinistra con la promessa di un azzeramento in tre mesi. A distanza di tempo, la realtà racconta tutt’altro: invece di ridursi, i tempi di attesa per visite ed esami si sono addirittura allungati. Di fronte a questa evidente difficoltà nel mantenere gli impegni presi con gli elettori, la Giunta regionale ha virato l’attenzione su altro, parlando di un buco di bilancio di dimensioni colossali.

Ma quanto di questa “verità” è realmente supportato da dati certi?” incalza l’esponente di Forza Italia.

L’analisi contabile e i dubbi sulla sua legittimità

“Uno dei punti più controversi riguarda la scelta di affidarsi a una società privata per l’analisi finanziaria della sanità umbra. Non sono stati resi pubblici né i costi dell’incarico né le modalità con cui è stato conferito. La Corte dei Conti, in passato, ha già espresso riserve sull’affidamento di questi incarichi a consulenze esterne quando esistono già organi di controllo interni, come il Collegio dei Revisori e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), che già verificano la correttezza dei bilanci sanitari.

Se i conti della Regione vengono annualmente certificati dal Mef e dall’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), perché è stato ritenuto necessario un ulteriore studio privato? Questo interrogativo getta un’ombra sulla reale finalità dell’operazione verità” aggiunge il consigliere regionale del centrodestra umbro.

Un deficit che esiste da anni

“Scendendo nel dettaglio dei numeri, emergono ulteriori incongruenze. La presidente Proietti ha dichiarato che il deficit strutturale della sanità umbra sarebbe iniziato nel 2020, ma i dati reali raccontano un’altra storia: già nel 2019 il disavanzo del sistema sanitario regionale superava i 115 milioni di euro. Inoltre, il report ufficiale della Direzione regionale Salute e Welfare prevedeva per il 2024 un disavanzo di 40 milioni, quindi in calo rispetto agli anni precedenti. Come si spiega, allora, l’improvvisa crescita a 243 milioni?

Va inoltre sottolineato che, anche secondo le stesse affermazioni della Giunta, il dato corretto sarebbe di 90 milioni e non di 243, se si tiene conto del saldo positivo della Gestione Sanitaria Accentrata. Un deficit che, seppur rilevante, rientra nella norma e che è sempre stato gestito e ripianato dalle precedenti amministrazioni”.

Aumento delle tasse senza motivazione formale?

“La domanda cruciale, a questo punto, è: la Regione Umbria ha ricevuto una diffida ufficiale per il disavanzo sanitario? Esiste un piano di rientro imposto da enti di controllo? La risposta, al momento, è negativa. Non risultano atti formali che giustifichino un incremento delle addizionali regionali.

Se non c’è un obbligo immediato di copertura del deficit, allora l’aumento delle tasse appare come una scelta politica piuttosto che una necessità tecnica. La giunta Proietti, piuttosto che riconoscere il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati, sembra voler scaricare il peso dell’inefficienza gestionale direttamente sui cittadini umbri”.

Una “verità” costruita ad arte?

“Alla luce di queste considerazioni, l’operazione verità sembra più un’operazione di distrazione che un sincero atto di trasparenza. Se davvero l’intento fosse quello di fare chiarezza sulla situazione della sanità umbra, la Giunta avrebbe dovuto fornire dati oggettivi, spiegando il contesto storico del deficit, piuttosto che presentare numeri sensazionalistici e preoccupanti senza una reale giustificazione.

La verità, quella autentica, è che le liste d’attesa continuano ad aumentare e che il peso fiscale sulle famiglie umbre è destinato a crescere senza che vi sia una chiara e dimostrabile necessità. Invece di affrontare i problemi con onestà, si è preferito creare un allarme finanziario che sembra più una giustificazione politica che una reale esigenza contabile. E a pagarne le conseguenze saranno ancora una volta i cittadini” conclude Andrea Romizi.

Redazione

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