Gli avvocati Daniela Primerano (in foto), Francesca Guzzo e Ornella Grillo, rappresentanti dell’Osservatorio Civico Città Attiva, lanciano un appello forte e chiaro: la Commissione Straordinaria deve intervenire con urgenza per garantire ai cittadini vibonesi un sistema sanitario equo ed efficiente.
“Se la Calabria è diventata un modello di riferimento per l’Italia, come affermano i dati, allora è giunto il momento di alzare le aspettative e pretendere interventi immediati. Con il Niguarda di Milano che ci osserva con attenzione, non possiamo permetterci ritardi: la medicina d’urgenza e l’osservazione breve intensiva devono essere riattivate subito, dopo che gli spazi sono stati resi disponibili. Ora servono i posti letto e il personale necessario per rendere effettivi i servizi” scrive in una nota l’Osservatorio Civico Città Attiva.
“Non basta: è urgente dotare le strutture sanitarie di nuove barelle, sedie a rotelle, ecografi, elettrocardiografi e di tutta la strumentazione tecnologica mancante. Serve un investimento concreto, per garantire ai cittadini calabresi un diritto alla salute che, fino a oggi, appare gravemente compromesso”.
Una disparità ingiustificabile
“Le cifre parlano chiaro: in Calabria operano 119 sanitari ogni 10.000 abitanti, mentre in Lombardia il numero sale a 151. Anche i posti letto evidenziano uno squilibrio significativo: 33 ogni 10.000 abitanti in Calabria, contro i 41 della Lombardia. Un gap che diventa ancora più evidente sul fronte della spesa pro-capite: ai lombardi vengono assegnati 2.246 euro, mentre ai calabresi solo 2.124 euro, con una differenza che, moltiplicata per la popolazione calabrese (1.855.454 abitanti), rappresenta un divario economico inaccettabile”.
La situazione drammatica di Vibo Valentia
“Se la condizione della Calabria è critica, quella di Vibo Valentia risulta ancora più drammatica. Rispetto ad altre province, il gap in termini di risorse per l’assistenza socio-sanitaria arriva al 40%. Il confronto con Crotone è impietoso: per il triennio 2022-2024, Vibo ha ricevuto 4.530.618 euro, contro i 35.124.476 euro assegnati a Crotone, a parità di popolazione”.
“Sul fronte dei posti letto, la situazione è altrettanto disastrosa: Vibo dispone di appena 1,86 posti letto ogni 1.000 abitanti, destinati a salire a 2,39 con la nuova programmazione. Un numero comunque inferiore al coefficiente nazionale di 3 per 1.000 abitanti. Crotone, invece, passerà da 3,92 a 4”.
“A peggiorare il quadro si aggiunge il taglio di 30 milioni di euro all’Asp di Vibo nel passaggio dall’assegnazione provvisoria a quella definitiva (dal DCA 217/2023 al DCA 92/2024). Di fronte a queste cifre, in vista della programmazione sanitaria 2025-2027, quale posizione intende assumere la Commissione Straordinaria? Sarà finalmente garantito il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) anche nella nostra provincia?”
“La cittadinanza chiede risposte. Sarebbe inaccettabile che un organo chiamato a ripristinare la legalità ignorasse il principio di equità, lasciando Vibo Valentia ancora una volta in condizioni di evidente svantaggio. La sanità calabrese è ancora sotto il controllo dello Stato: è tempo di dimostrare che il diritto alla salute è un principio costituzionale da tutelare e non un privilegio riservato a pochi” concludono gli avvocati Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo.
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