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Il mondo di “Call Back” – Intervista a Camilla Bianchini

Camilla Bianchini porta in scena con ironia e autenticità il mondo dello spettacolo nel suo podcast “Call Back”. In sette episodi, racconta la storia di Nina, un’attrice trentaduenne in attesa di un call back che potrebbe cambiare la sua carriera.

Tra ironia e realismo, il podcast esplora sogni e precarietà del mestiere di attore. E il viaggio non finisce qui: Camilla promette nuovi sviluppi per la storia di Nina.

Nel podcast, la voce narrante diventa un elemento centrale dell’esperienza d’ascolto. Come hai lavorato sull’interpretazione per dare vita a Nina e agli altri personaggi solo con la voce?
È stato un processo molto naturale, Call Back inizialmente doveva essere un monologo tragicomico per il teatro, poi diciamo mi è presa la mano ed è nato un romanzo. Durante le presentazioni mi divertivo così tanto a interpretarlo che ho pensato: perché non farne un fictional podcast? La resa, quindi, è avvenuta in maniera molto naturale, come se dovessi interpretare un monologo cinematografico.

Se potessi inserire una colonna sonora originale ad ogni episodio, quale genere o artista sceglieresti per accompagnare la storia di Nina?
Sceglierei sicuramente Anna e Marco di Lucio Dalla che si lega molto bene alla storia di Nina ( se ascolterete il podcast capirete il perché) ma anche artisti contemporanei che sanno dipingere bene la generazione dei Millennial (di cui la nostra protagonista Nina fa parte): Edoardo Fabbretti, Gazzelle e Lucio Corsi.

Il mondo dello spettacolo è spesso raccontato con toni drammatici o eccessivamente glamour. Come hai trovato il giusto equilibrio per renderlo credibile e vicino all’esperienza dei Millennial?
Il giusto equilibrio credo si trovi osservando la realtà e cercando se pur nella finzione di mantenere un racconto che sia il più verosimile possibile.

“Call Back” è diviso in sette episodi. Se dovessi riassumerli con sette parole chiave, quali sarebbero?
Allora dico le prime che mi vengono in mente: Attori-Provini-Millennial-Ironia-Amore-Perdita-Crescita

Il podcast è tratto dal tuo romanzo. Durante l’adattamento, hai dovuto tagliare o modificare qualcosa a cui eri particolarmente legata?
Fortunatamente no, essendo un racconto in prima persona non c’è stato bisogno di togliere quasi nulla, si prestava già in maniera naturale a un racconto ad alta voce.

Se potessi far ascoltare “Call Back” a una persona del settore che ammiri, chi sarebbe e cosa speri che ne pensi?
Ti risponderei mio nonno Pino Locchi, voce storica di Sean Connery e tanti altri che purtroppo ci ha lasciati quando io avevo solo sei anni. Mi sarebbe piaciuto vederlo ridere ascoltando le avventure tragicomiche di Nina.

Dopo aver dato voce a Nina, c’è un’altra storia – magari di un altro personaggio o di un’altra epoca – che ti piacerebbe raccontare in un podcast fiction?
Non ci ho onestamente ancora pensato, per ora il prossimo obbiettivo è un altro e riguarda sempre Call Back ma non spoilero nulla, ne parliamo la prossima volta!

 

Chiara Stanzani

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