“Questo medaglione si trova sotto il tetto a capanna di una sola facciata, ma in realtà racchiude due chiese: quella del Purgatorio (1600) e quella delle Grazie (1700). È opera del valente scultore e pittore pizzitano Giovanni Curatolo, che ha utilizzato la tecnica della ceramica invetriata alla maniera dei fratelli Luca e Giovanni della Robbia, attivi nel 1400. Nella parte inferiore della composizione c’è una barchetta con degli uomini scampati a un naufragio, che si agitano freneticamente. Chiedono aiuto, la Madonna li sente e manda gli Angeli in loro soccorso. Il movimento rapido delle creature celesti è così vivido che sembra quasi di sentire il rumore di quella discesa, una sinestesia che stimola i sensi e ci permette di percepire l’urgenza e la speranza”. Queste le parole Sara Pacifico descrive l’opera.
L’artista e storico Antonio Montesanti in un post su facebook ha offerto una lettura profonda di un’opera che rischia di essere rimossa a causa di un ripristino storico stilistico delle facciate del complesso cultuale “dei morti”. Il tondo artistico di Giovanni Curatolo, che da oltre 50 anni incanta i visitatori, esprime un messaggio di fede, speranza e salvezza, interpretando il miracolo della Madonna delle Grazie che accoglie nelle sue braccia i figli di Dio, simbolicamente rappresentati non più dal bambinello, ma dagli uomini e dalle donne in fuga dalla sofferenza e dalla povertà.
Sosteniamo la conservazione di quest’opera, simbolo di speranza e di riscatto per tutti noi, firmando questa petizione.
Firma la petizione: Salviamo il tondo artistico di Giovanni Curatolo
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