Melicucco – Presso la Casa Canonica, nella sala convegni si è svolto un incontro dibattito su un tema importante come il “rispetto”. La scuola Media “Carlo Levi” di Melicucco ha aderito ad un progetto, su un protocollo di intesa tra l’ufficio scolastico regionale e la Regione Calabria, settore Welfare. Presenti nella sala i ragazzi delle Prime e Seconde della scuola secondaria del comune, insieme ad alcuni insegnanti. Al tavolo dei lavori a moderare il dibattito la Professoressa Gerace, al suo fianco non poteva mancare la Dirigente Scolastica, la Dottoressa Emanuela Cannistrà, la quale dopo un breve saluto ed introduzione ha dato la parola alla Professoressa Ieracitano Maria, fondatrice del centro di ascolto “Ariel” di Reggio Calabria che ha iniziato a parlare del progetto dal titolo “RISPETTAMI”. Già la parola dice di tutto per aprire il dibattito molto interessante, ed infatti ha dimostrato di essere verace e molto spigliata nel trascinare i ragazzi nelle varie discussioni su un tema così importante, di quante volte giovani e meno giovani, e soprattutto le donne subiscono dei maltrattamenti fisici o psicologico, riuscendo a farsi seguire dalla platea di ragazzi, undicenni e dodicenni, i quali per alzata di mano hanno fatto i loro interventi. Ed è riuscita a portare sul palco vari ragazzi, meno timidi di altri, che hanno risposto in modo corretto alle sue domande, anzi io aggiungo che ne ho sentiti un paio veramente bravi. Lei ha fatto degli esempi di come in casa gli adulti possono essere tra di loro in disaccordi, e dove la maggior parte delle violenze domestiche vengono consumate. Si è parlato anche di femminicidio, infatti sul tavolo dei lavori c’era il simbolo che orami distingue la giornata dedicata alla violenza sulle donne, ovvero le scarpette rosse, ed inoltre un telefono, spiegando l’importanza di parlare, di chiamare aiuto, ha fatto esempi di ragazzine minorenni che subiscono violenze, anche sessuali. Si è parlato dell’episodio di Bologna, di quella ragazzetta di soli 13 anni uccisa dal suo poco più grande fidanzatino, giustamente i ragazzi hanno detto se lei non lo voleva più si potevano lasciare e stop. Si è parlato delle violenze che molte donne subiscono e della loro purtroppo fine, ha dato una breve spiegazione definendo la differenza tra femminicidio ed omicidio. L’’importanza del rispetto verso la donna, del rispetto reciproco, ha aggiunto un alunno; del rispetto che si deve avere per il prossimo, per i genitori, per gli amici. Non c’è distinzione tra uomo e donna, sono tutte persone risponde un altro ragazzo. Il significato del rispetto è stato l’ago della bilancia del discorso seguito molto bene dagli alunni, quelli meno timidi rispondevano molto bene. Poi la parola passa alla Dottoressa Alessandra Templorini, psicologa, anche lei del centro di ascolto di Reggio Calabria, che discute coni ragazzi dell’impatto che si ha nel subire una violenza fisica, ma anche psicologica e le conseguenze che molti portano con se per tutta la vita. Sul finire dell’incontro la dottoressa mi accompagna al tavolo dei lavori, avendo saputo che il sottoscritto aveva composto una lirica un paio di anni fa proprio sul femminicidio per recitarla ai presenti. Infatti preso il microfono prima di leggere la poesia ho voluto aggiungere qualcosa sul dibattito dicendo ai ragazzi, di uscire di casa, di quanto è importante socializzare, partecipare a gruppi o singolarmente alla vita del paese, con le varie associazioni che ci sono, sportive, ecclesiastiche o culturali, di andare a casa dei compagni a farsi i compiti insieme, e dopo aver dato dei ragguagli sulla prosa l’ho letta tra il plauso dei presenti, una lirica pungente, vera, che rispecchia l’amore della coppia, il frutto di quell’unione ora spezzato da lama crudele, tra il sangue di “Rosso Vermiglio”. Una poesia che ho proposto per una spot contro la violenza sulle donne. Riprende il palcoscenico la professoressa che da vera professionista riesce a trasmettere emozioni dal tono della voce, come una brava attrice da teatro si fa seguire dal pubblico, così i ragazzi rispondono alle sue domande, conclude rivolgendosi a tutti con garbo invitandoli per qualunque problema a telefonare, a parlare, a chiedere aiuto se necessario, se dovessero subire violenze fisiche o psicologiche. Conclude la Dirigente, la professoressa Cannistrà, la quale ringrazia tutti i presenti, docenti ed alunni, e ricorda ai ragazzi, mostrando le opere appese ai muri, del Concorso di Poesia organizzato dall’Associazione “La Fenice”, che già la Professoressa Fausta Mercuri era passata nelle aule, ed aveva invitato gli alunni, dicendogli di venire presso la casa canonica, a leggere le poesie ed immergersi nella cultura poetica di varie espressioni emozionali che ogni poeta esprime e mette su carta, parole ed espressioni del suo animo, ed adesso tutti in classe .. Co. Rino Logiacco