Piemonte

Tutela legale per i senza fissa dimora: l’impegno dell’Associazione Avvocati di Strada di Torino

L’Associazione Avvocati di Strada di Torino, nata per garantire supporto legale alle persone senza fissa dimora, è stata ascoltata in un’audizione congiunta delle Commissioni Diritti e Pari Opportunità e Quarta, presieduta da Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – Demos).

L’avvocata Margherita Limoni, coordinatrice insieme alla collega Elena Virano, ha illustrato l’evoluzione del servizio, nato nel 2001 a Bologna e attualmente operativo in 58 città italiane. L’organizzazione coinvolge non solo avvocati, ma anche studenti e cittadini volontari, collaborando con realtà del terzo settore come la Bartolomeo & C, che ospita una sede dello Sportello.

Servizi offerti e profilo dell’utenza

Lo Sportello offre tutela legale qualificata, con la metà delle pratiche legate al diritto civile, seguite da questioni di immigrazione, diritto amministrativo e penale. La maggior parte degli utenti è composta da uomini (75%), di età compresa tra i 30 e i 54 anni, con una prevalenza di persone migranti (67% extra UE).

Le riflessioni in Commissione

Durante il dibattito, la consigliera Lorenza Patriarca (PD) ha chiesto maggiori dettagli sulle persone italiane che si rivolgono al servizio, mentre Amalia Santiangeli (PD) si è concentrata su risorse, costi e modalità operative dello Sportello. Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani) ha posto l’accento sulle donne senza fissa dimora, un tema su cui la presidente Apollonio ha proposto un focus specifico, in particolare per le vittime della tratta.

Le azioni del Comune di Torino

L’assessore al Welfare Jacopo Rosatelli ha sottolineato l’importanza del lavoro dell’associazione e annunciato un censimento delle persone senza fissa dimora in città. Ha inoltre ricordato l’avvio di un servizio di accoglienza invernale dedicato esclusivamente alle donne.

Sabrina Merlin, del Servizio Adulti della Città di Torino, ha descritto i progetti per sostenere l’autonomia delle persone senza fissa dimora, evidenziando le difficoltà nell’aiutare donne, in particolare Lgbtqi+, e la necessità di contrastare la solitudine e garantire assistenza sanitaria. Attualmente, la Città supporta circa 1.100 persone senza fissa dimora con posti di accoglienza e altre 300 che vivono in strada.

Redazione

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