In un intervento a Palazzo Balbi, il Doge Luca Zaia, ha espresso con fermezza la sua posizione sul tema del limite ai mandati per i governatori regionali, definendolo “un’anomalia tutta nostra”. Secondo il Governatore del Veneto il vincolo rappresenta una disparità che andrebbe superata per garantire uniformità a livello istituzionale. “L’unico ruolo con il vincolo dei due mandati, oltre ai sindaci di città con almeno 15mila abitanti, sono alcuni governatori. Intanto, Province autonome e Regioni a statuto speciale hanno regole elettorali diverse. Se questa è una linea, deve valere per tutti” ha osservato.
Il Doge ha poi sottolineato l’importanza di rispettare il mandato popolare. “Bloccare i mandati ad amministratori eletti significa ignorare la volontà dei cittadini, quasi dandogli degli idioti. È inaccettabile che la lezione arrivi da chi è in Parlamento da 30 anni”. Il governatore ha precisato che non si tratta di una battaglia personale, ma di una questione di principio e di ascolto della popolazione. “Se ci fosse lo sblocco, mi ricandiderei per rispondere alle richieste di tanti veneti”.
Con le elezioni regionali previste tra dieci mesi, Zaia si è detto fiducioso che il centrodestra saprà trovare una sintesi. “È bene che il tema venga affrontato con serenità e con il rispetto dovuto ai cittadini”. Ha inoltre auspicato che il voto venga posticipato alla primavera 2026, in concomitanza con le elezioni dei grandi Comuni. “Fare una campagna elettorale in estate significherebbe rischiare una bassa affluenza”.
Alla domanda su eventuali tensioni con altri partiti del Centrodestra, Zaia ha preferito mantenere un approccio pragmatico. “Io resto a disposizione del mio movimento. Non sprecherò il mio tempo pensando al mio futuro o alla mia poltrona, ma ai problemi concreti dei veneti”. Il presidente ha concluso con un richiamo all’importanza della stabilità amministrativa. “La chiamata alle urne è un momento cruciale, ma in dieci mesi si possono affrontare molti temi. L’importante è che tutte le forze del Centrodestra lavorino insieme per il bene comune”.
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