Il worklife balance è l’equilibrio tra vita lavorativa e personale e nella società moderna, iperconnessa e caratterizzata da una costante reperibilità, è fondamentale per migliorare il benessere generale dei dipendenti.
Questo concetto ha assunto maggiore rilevanza in particolare dopo la pandemia, quando molti lavoratori hanno rivisto le proprie priorità, ritrovando nel giusto equilibrio tra vita privata e professionale una sensazione di benessere. Anche le aziende, dal canto loro, hanno compreso che offrire una buona flessibilità del lavoro e alcune soluzioni personalizzate ai dipendenti, come lo smart working o benefit mirati, contribuisce a creare un clima sereno e produttivo.
Guardando come sono mutate le condizioni lavorative nel corso degli ultimi anni, diventa facile comprendere perché è importante il worklife balance. Tra le principali ragioni spicca la prevenzione del burnout, che può portare a un vero e proprio esaurimento psicofisico.
Investire nel worklife balance è etico, certo, ma anche strategico dal punto di vista aziendale, perché è in grado di aumentare la fidelizzazione e ridurre il turnover. Dipendenti più soddisfatti e sereni lavorano meglio, è indubbio: inoltre, parlano positivamente dell’azienda, aumentandone la reputazione, e contribuiscono più facilmente al raggiungimento degli obiettivi, incrementando la produttività durante le ore di lavoro.
Abbiamo visto che uno squilibrio tra lavoro e vita privata può portare al burnout: questo è spesso causato da ambienti tossici, carichi di lavoro eccessivi, orari prolungati, mancanza di apprezzamento, monotonia lavorativa o una cultura aziendale stacanovista.
Questo stato di esaurimento cronico è riconoscibile attraverso alcuni sintomi con i quali si manifesta. Tra questi figurano:
Il concetto di equilibrio tra vita privata e lavoro varia in base alle culture nazionali. Ad esempio, nel Nord Europa l’accorciamento della settimana lavorativa ha aumentato produttività e motivazione. Negli Stati Uniti, invece, l’autonomia dei lavoratori spesso si traduce in orari prolungati.
E in Italia? Nel nostro paese, il welfare aziendale ha visto una forte crescita. La possibilità di gestire la pausa pranzo e la spesa con serenità attraverso i buoni pasto, insieme ad altri benefit come i buoni acquisto – utilizzabili in diversi settori merceologici – contribuisce a far sentire i dipendenti più valorizzati nell’ambiente di lavoro dove trascorrono un terzo della loro giornata.
Per un’efficiente gestione di questi benefit vengono in soccorso aziende come Pluxee, che offrono soluzioni di welfare flessibili, digitali e facili da usare.
I Buoni Pasto Pluxee, per esempio, sono utilizzabili dai dipendenti in oltre 100.000 locali, bar, ristoranti ed e-commerce convenzionati e offrono all’azienda un vantaggio fiscale non indifferente: sono infatti interamente esentasse e 100% deducibili fino a 8€ al giorno a dipendente (in formato elettronico).
I Buoni Acquisto Pluxee, invece, sono una soluzione versatile che permette di offrire ai dipendenti la massima libertà di scelta per spesa, shopping, carburante ed esperienze innovative e di valore, in oltre 22.000 punti vendita e shop online convenzionati.
Inoltre, molte aziende hanno reso il lavoro ibrido una pratica permanente, adattando anche gli spazi aziendali per favorire nuove forme di collaborazione, ad esempio attraverso la creazione e lo sviluppo di ambienti di lavoro più vivibili, con aree relax e socializzazione.
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