Toscana

Esplosione al deposito Eni di Calenzano: due giorni di lutto cittadino

Il bilancio, ancora provvisorio, è di due morti, nove feriti e tre dispersi. L’enorme esplosione avvenuta nel deposito Eni di Calenzano, alle porte di Firenze, ha provocato un potente boato e un’enorme nube nera ha coperto il territorio.

C’è una prima dinamica per l’esplosione al deposito Eni di Calenzano. Gli investigatori hanno ricostruito che tutto è partito nella zona dove si trovano 9 silos pieni di carburante per il rifornimento dei mezzi. Lunedì mattina c’erano sette auto cisterne in fila per fare rifornimento. “Tutto sembrava essere tranquillo – ha riferito un testimone ai carabinieri – quando c’è stata una fuoriuscita da liquido da un mezzo”. Sull’innesco dell’esplosione non c’è ancora chiarezza.

Secondo una prima ricostruzione, l’esplosione del deposito Eni a Calenzano sarebbe avvenuta a seguito della perdita di liquido durante le operazioni di ricarica delle autobotti. È quanto si apprende dagli inquirenti. L’area in cui è avvenuta la deflagrazione è stata posta sotto sequestro.

Oggi e domani, per un totale di due giorni di lutto cittadino a Calenzano, a seguito del tragico incidente al deposito Eni. Tutti gli eventi in programma sul territorio sono sospesi. “In accordo con la prefettura e l’unità di crisi si dà indicazione alle aziende con sede all’interno dell’area interessata dall’incidente di terminare il turno in corso e non attivare il turno pomeridiano – precisa l’amministrazione – il palazzetto dello sport e la piscina comunale resteranno chiusi oggi e domani”.

Il bilancio della tragedia

Al momento nessuno però sa dire con certezza – scorrendo la lista degli operai rimasti coinvolti nell’esplosione avvenuta nella raffineria Eni di Calenzano – chi sia ufficialmente deceduto oppure no. Due corpi sono stati trovati ma non ancora identificati e all’appello mancano tre uomini. In queste ore le forze dell’ordine stanno provando a entrare nella zona dove è avvenuta l’esplosione ma non è ancora così semplice.

Nella lista dei 5 operai che mancano all’appello ci sono un operaio originario della Sicilia, uno del Piemonte, uno della Germania, uno della Campania e infine un operaio originario della Basilicata. Sono tutti operai che stavano guidando le autocisterne.

In particolar modo – su quella lista – c’è il nominativo di un operaio originario di Catania di 57 anni, di un operaio originario di Napoli di 62 anni, un operaio originario della provincia di Novara di 49 anni, un operaio nato in Germania ma dalle origini italiane di 45 anni e infine un operaio nato a Matera di 45 anni.

Si chiama Vincenzo Martinelli, 51 anni, la prima vittima identificata a seguito dell’esplosione avvenuta a Calenzano. Vincenzo Martinelli era autista di autocisterne e viveva a Prato.

Sale a 26 il numero dei feriti dell’esplosione a Calenzano. Lo fa sapere la Prefettura di Firenze spiegando che, oltre ai nove feriti accompagnati con le ambulanze negli ospedali della zona, due dei quali gravi, altre 17 persone si sono presentate in maniera autonoma in strutture ospedaliere per cure mediche in seguito all’esplosione. Rimangono ancora tre dispersi.

Redazione

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