L’8 settembre si è concluso l’ultimo appuntamento dei quattro grandi slam del tennis, lo US Open, di scena sul campo di di Flushing Meadows, a New York. A trionfare è stato il nostro Jannik Sinner, vincendo in finale contro Taylor Fritz con un netto 3-0. D’altronde Sinner, numero 1 al mondo nella classifica ATP, già a fine agosto, prima dell’inizio del torneo, era considerato dai pronostici e dalle quote sul tennis come il principale dei contendenti al titolo, davanti a tennisti del calibro di Carlos Alcaraz, Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas. Ma lo slam americano ha detto tante cose, ha lasciato diversi strascichi, sia in senso positivo che in negativo. Proviamo allora a fare una classifica dei top e dei flop del torneo, parlando di chi ha sorpreso e chi ha deluso.
Top
Tra i top non può che esserci Jannik Sinner. Ormai si conferma in forma strepitosa, come attualmente il miglior tennista italiano di sempre. In questo torneo ha dato prova ancora una volta di essere il re della superficie veloce entrando sempre più nella storia e vincendo il suo secondo Slam dopo gli Australian Open di gennaio.
Grande sorpresa è stata quella di Taylor Fritz, offrendo ai suoi connazionali uno show da grande tennis. Un percorso incredibile, in due settimane quasi perfette. Quasi, se non fosse dell’enorme scoglio Sinner che ha dovuto trovare in finale e di fronte al quale non ha potuto fare granché se non incassare un risultato netto. Ma l’americano ha dimostrato di poter giocare di altissimo livello, con un ottimo tennis e una forma davvero eccezionale.
Tra i migliori del torneo però bisogna anche indicare il britannico Jack Draper. Lui si è dovuto arrendere al penultimo atto, quello della semifinale, con uno score in queste due settimane che non ha dato scampo agli avversari poiché non ha ceduto nemmeno un set agli avversari. Anche lui ha avuto la sorte di incontrare sulla propria strada il numero 1 del mondo ma comunque resta una grande prestazione del numero 20 al mondo, consapevole, adesso più che mai, che può affrontare i big a testa alta.
Flop
Se da una parte c’erano i top, dall’altra c’è stata anche qualche delusione eccellente. Come quella di Stefanos Tsitsipas. A dire il vero il greco non è nel suo periodo migliore e storicamente la superficie newyorkese non è mai stata nelle sue corde. Ma lui è uscito al primo turno, un po’ troppo anche per lui che resta tra i migliori al mondo. Battuto subito da Kokkinakis, ha dovuto salutare praticamente subito il torneo e per questo ha bisogno subito di risalire la china.
Che Novak Djokovic stia iniziando a sentire l’età non c’è dubbio. Ma è altrettanto vero che stiamo parlando dell’uomo che quest’estate ha vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi. Ecco perché l’eliminazione al terzo turno per mano di Popyrin stupisce un po’ tutti. Un campione come lui, però, sa come rifarsi e come scacciare le voci di una sua crisi definitiva.
E infine c’è l’uomo che più di tutti ha deluso: Carlos Alcaraz. Il numero due al mondo, forse per i troppi impegni, forse per una forma non strepitosa non è riuscito ad andare oltre il secondo turno, eliminato dall’olandese Van De Zandschulp. In una conferenza stampa ha ammesso di essere debole a livello mentale. E allora ecco dove lavorerà per non deludere se stesso e i tifosi.
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