Tre viaggi vissuti da 18 giovani con partecipazione emotiva e passione civile, grazie al progetto “Agorà Zungrese” ideato e organizzato da Eugenio Sorrentino (presidente) e Antonio Fiamingo (segretario) con la collaborazione del Consiglio direttivo della Proloco.
Tre agorà di archeologia, arte e poesia in tre giorni (11, 18 e 23 luglio) alla scoperta della storia della identità locale di Zungri per conoscere, sperimentare, pensare, immaginare e riflettere sul loro futuro con una nuova consapevolezza.
C’è un patrimonio culturale vivente a Zungri, che sta crescendo e si interroga sul proprio passato e guarda al futuro. Protagonisti sono adolescenti e giovani (a partire dai 15 anni). La loro sensibilità, l’attenzione, il desiderio di partecipare ad eventi di carattere artistico e culturale, apre nuove prospettive nella storia di questa località conosciuta per le Grotte degli Sbariati, il sito dove si trova l’insediamento rupestre e il Museo della civiltà contadina.
L’opportunità è stata offerta dalla Proloco di Zungri guidata da Eugenio Sorrentino e Antonio Fiamingo i quali hanno ideato e organizzato il progetto “Agorà Zungrese” che ha previsto tre giorni di attività in tre diversi campi: arte, archeologia e letteratura. L’idea che ha animato l’evento culturale è stata quella di legarla con il filo rosso della identità locale, grazie ad una eredità caratterizzata sia dalle testimonianze archeologiche, sia da artisti che operano nelle diverse forme espressive e della creatività (scultura, pittura, musica), sia nel campo più specifico della scrittura, in particolare poeti.
Un simile percorso ha avuto il valore di far incontrare gli attori del futuro di Zungri per vivere delle esperienze in grado di formare e forgiare le loro conoscenze che riguardano una parte importante della storia che caratterizza la località che si distende sull’altipiano del Poro e gode della vista del mare: due prospettive che certamente hanno ispirato e ispirano il pensiero e la fantasia. Le agorà sono state fondamentalmente caratterizzate da una didattica laboratoriale, capace di stimolare sia la conoscenza, che la riflessione ma anche la capacità immaginativa e creativa.
I partecipanti sono stati impegnati in diverse attività formative sia nella sede della Proloco che all’aperto con escursioni, visite culturali, laboratori di scrittura e di lettura, elaborazioni artistiche, di grafica, di fotografia. Ma soprattutto, per questi giovani, è stata l’occasione di aprire delle discussioni, dei confronti, a partire dalle risorse del proprio territorio, allargando la visione alla storia e alle tradizioni antropologiche e culturali che fanno parte della identità regionale per generare la consapevolezza e sviluppare un pensiero critico rispetto ai modelli e ai paradigmi culturali correnti (presso manipolati e distorti) veicolati attraverso i mass media, costruendo così pregiudizi, sovrastrutture, retaggi e luoghi comuni da cui è necessario prendere le distanze, in modo tale che lo sguardo possa avere una nuova luce.
A progetto hanno partecipato in 18: Antonio Cimadoro, Chiara Purita, Dorotea Mendola, Elisabetta Cullia, Francesca Cimadoro, Giada Cimadoro, Giada Pietropaolo, Giulia Fiamingo, Giulia Licastro, Marianeve Crudo, Martina Macri, Matteo Lo Moro, Rita Pugliese, Rosamaria Accorinti, Rosamaria Raffa, Serena Galati, Sofia Raffa, Vincenzo Cimadoro.
La prima agorà, “Viaggio nell’arte” (con l’archeologa Marianeve Vallone) si è svolta nel pomeriggio dell’11 luglio. Dopo l’accoglienza nella sede della Proloco e la presentazione da parte del presidente Eugenio Sorrentino, i partecipanti hanno visitato le chiese e il centro storico per scoprire le opere d’arte e le caratteristiche architettoniche degli edifici. La seconda agorà, “Passeggiata archeologica” (con Rosalba Piserà, archeologa) il 18 luglio ed è stata caratterizzata dall’escursione alla scoperta delle “grotte inedite” nelle località di Nicopoli, Carcara e Provazzi. Infine la terza e ultima agorà, “Racconti di viaggio” (con Nicola Rombolà, docente e giornalista) è stato un viaggio nel segno della poesia e della letteratura a partire dal mito e dal valore etimologico, etico ed estetico delle parole. All’incontro – che ha avuto due momenti – ha partecipato anche il prof. Antonio Pugliese (docente universitario e scrittore) che si è soffermato sull’Articolo delle lucciole di Pier Paolo Pasolini (coautore del testo “C’erano una volta le lucciole”) e sul suo romanzo “La via del silenzio. Dal liceo all’ultima lezione”. Il secondo momento, con un’agorà fuori dalla sede della Proloco, è stato caratterizzato dal viaggio nella poesia del poeta di Sanbiase (Lamezia Terme) Franco Costabile, con una introduzione alla sua personalità e allo stile poetico e letture di alcune delle poesie più significative.
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