“  …. Ci sono pochi come noi,

gente che ha viaggiato tanto, senza

mai lasciare la baracca dove vivono.

La mia è un po’ grande ed è sopra

una duna di sabbia, tenuta assieme

dall’erba che a cespuglio cresce.

E’ circondata da tante porte tutte diverse

quando io voglio andare in un altro posto

entro in una di queste porte…

E adesso queste persone sono stanche

anche se non sono mai andate oltre la soglia

di quelle porte, ma si trovano bene assieme

perché sono felici del loro – niente -!

Forse la felicità sta nel niente … Quinto

pensa a questo e si sente felice, è rimasto solo  …. “

Vincenzo Calafiore

 

 

 

QUINTO.

 

Sono pochi come me, gente che ha viaggiato tanto, senza mai lasciare la baracca dove vivono.

La mia è un po’ grande ed è sopra una duna di sabbia, tenuta assieme dall’erba che a cespuglio cresce. Basta che il mare una di queste notti avanzi  un po’ di più che se la porta via. E’ circondata da tante porte tutte diverse quando io voglio andare in un altro posto entro in una di queste porte…

E adesso queste persone sono stanche anche se non sono mai andate oltre la soglia di quelle porte, ma si trovano bene assieme perché sono felici del loro – niente -! Forse la felicità sta nel niente … Quinto pensa a questo e si sente felice, è rimasto solo, l’ultimo, gli altri non sono più tornati.

Ci incontravamo spesso noi, forse di più nel mese di settembre, quando le spiagge si svuotano e il mare si riprende la riva.

Tutte le domeniche Don Salvo veniva a trovarci a casa per portarci la Comunione; arrivava con una sedia, una di quelle impagliate, e si sedeva quasi vicino al mare lì dove arrivava.

Quella era la nostra chiesa, una grande immensa chiesa ove nel suo cielo volavano i gabbiani e la riempivano dei loro canti. Uno alla volta in ginocchio sulla sabbia davanti a lui, allungava una mano e quando l’onda la bagnava con quella ci segnava la fronte col segno della croce e diceva:

“ Adesso sei al cospetto di Dio, non devi mentire o nascondere nulla, confessa tutti i tuoi peccati e Dio vedrai di perdonerà..”

Il mare porta di tutto sulla riva. Noi lo raccogliamo tutto, teniamo quello che possiamo vendere e mettiamo in un posto quello che non serve.

Quello che guadagniamo ci basta per vivere!

Una notte il mare era in tempesta e ha portato a riva una cassa, piena di cose rotte e rovinate, c’era una scatola di latta molto bella che non si era rovinata, la presi e la portai in casa.

L’ho nascosta in un posto che nessuno entrando nella mia baracca me la potesse portare via, sono passati molti giorni e ho pensato che fosse giunto il momento di aprirla una sera; c’era un mare bellissimo li fuori, lo potevo vedere da quella che poteva essere una finestra. C’era una luce che incendiava il mare fino alla riva e ho pensato che fosse la via degli angeli, quella che loro fanno per venire a trovare le persone sole; a me non fa paura la solitudine, perché non sono mai da solo, a farmi compagnia ho il mare, io mi siedo sulla riva e lo ascolto, lui mi racconta molte cose, mi da anche la buonanotte serena.

La scatola di latta era ben fatta, mi sembrava fosse di un altro tempo, l’ho aperta e vi ho trovato un grosso quaderno e ho cominciato a sfogliarlo, alcune pagine si erano scolorite, ma si poteva leggere, era di una bambina. Ora quella bambina sarà diventata una nonna, a leggere le sue pagine ho cominciato a conoscerla pur non avendola mai incontrata; più leggevo e più mi sembrava che mi conoscesse, come se le avesse scritte per me sessanta anni prima, il suo pensiero è diventato il mio modo di pensare e di vivere.

Doveva essere una persona buona, una mamma bellissima, una nonna angelo, scriveva ogni giorno la sua giornata; così mi pare di rivivere la sua vita, ormai ogni giorno di più che passava mi era chiara anche la sua faccia, era bellissima!

Ho capito dalle cose che ha scritto che questa donna anche lei è stata felice come me, e come me ha capito che la felicità sta nel possedere il niente invece che il più!

Abitava in un paese lontanissimo da cui si poteva vedere e toccare il mare, forse abbiamo vissuto allo stesso modo in tempi diversi, è come se lei fosse tornata da me bambina!

“…. La mia età ha colorato di grigio i miei capelli. La barba un po’ disordinata maschera i miei lineamenti incerti di un uomo di mare, che ha passato la sua vita, troppo tempo, sulla riva, pensando più ai ritorni che alle partenze. Non sono riuscito mai a scrivere una specie di diario, anche perché i miei occhi non me lo facevano fare,non ho mai scritto un messaggio in bottiglia, perché la mia vita è bellissima così,senza grandi cose. E’ stata una vita di tante porte da dove entrare e uscire da un mondo che più mi piaceva andare e tornare; ma qui su questa striscia di sabbia, ogni sera sono stato rapito dalla magia e portato via in un altri mondi, in altre epoche dalla luce di tanti pezzi di vetro che di luna riluccicavano negli occhi miei! Era questa la felicità! “

Vincenzo Calafiore

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