L’Unione Europea è molto di più di una semplice somma di Stati con delle politiche comunitarie e comuni. Nell’intento dei Paesi fondatori, tra cui l’Italia, è un’unione di Popoli accomunati da radici comuni. Proprio in questa ottica programmi culturali come Erasmus+ sono fondamentali per “cementare” i rapporti attraverso la mobilità nell’apprendimento.
Sapere cos’è Eramus+ non è affatto scontato. Questo perché sulla strada della mobilità per l’apprendimento c’è tanto da fare. In questo campo l’Italia si conferma protagonista con strutture come Uniser che offre assistenza nella preparazione e stesura di una domanda di progetto Erasmus+ per scuole secondarie superiori e organizzazioni di istruzione e formazione. Il percorso di apprendimento prende il via con webinar introduttivi, disponibili ad oggi per Italia, Spagna, Polonia e Balcani occidentali. E inoltre con un ciclo di 4 webinar sulle priorità orizzontali di Erasmus+.
L’Italia si conferma quindi protagonista nel campo della mobilità per l’apprendimento in Europa. Uniser opera dal 1998 nel campo della mobilità per l’apprendimento ed è oggi il “cuore” di una comunità internazionale di enti di istruzione e formazione che ogni anno scambiano migliaia di studenti e insegnanti.
“Come cooperativa sociale, crediamo nel potere dell’istruzione di trasformare vite e società. Sappiamo che l’istruzione è un diritto umano fondamentale e che l’accesso a un’istruzione di qualità è fondamentale per lo sviluppo personale e sociale. Ecco perché lavoriamo ogni giorno per supportare l’internazionalizzazione delle istituzioni educative in tutta Europa” si legge sul portale uniser.net.
L’internazionalizzazione delle istituzioni educative è un processo di integrazione di prospettive, pratiche ed esperienze internazionali nei programmi e nelle attività educative di scuole e istituzioni. Questo processo porta a sviluppare opportunità per studenti, educatori e ricercatori che interagiscono con i loro pari di diversi paesi e culture, scambiando idee e collaborando a progetti.
Per Uniser “la possibilità di imparare o formarsi all’estero, di lasciare il proprio Paese per studiare, lavorare e ampliare i propri orizzonti, non deve essere considerata un privilegio, bensì un diritto fondamentale dell’individuo”.
L’orizzonte è un futuro in cui l’Erasmus sia una realtà per tutti gli istituti professionali e formativi d’Europa e in cui tutti gli studenti e il personale abbiano pari accesso alle esperienze di mobilità internazionale. Fare esperienze all’estero ha permesso e permette anche oggi a tante generazioni di superare le barriere e favorire l’integrazione, offrendo agli individui l’opportunità di immergersi in culture e stili di vita diversi. Vivendo, studiando o lavorando in un paese straniero, sono esposti a nuove prospettive e modi di pensare, che possono ampliare la loro comprensione del mondo e aiutarli ad apprezzare la diversità.
Vivere e lavorare all’estero spesso richiede alle persone di imparare una nuova lingua, adattarsi a usi e costumi differenti e destreggiarsi tra norme sociali non familiari. Queste esperienze possono essere impegnative, ma possono anche aiutarle a sviluppare empatia, resilienza e un senso di cittadinanza globale.
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