La solitudine

 

Di Vincenzo Calafiore

29 Aprile 2024 Udine

 

“ La solitudine non urla, si siede e aspetta “ !

 

 

 

Il segreto di una buona e serena “ vecchiaia “ sta in un sincero e onesto, continuo, dialogo con la solitudine.

Non è una condizione di privazioni o di assenze. La solitudine è un grande sentimento al pari passo dell’amore, a volte può o potrebbe fare paura, conoscendola invece la si comincia ad apprezzare e amare. Nell’amore accade esattamente l’opposto, amando ci si sente felici, completi e si viaggia sulla brezza dell’euforia ….  Poi accade che l’amore può o potrebbe finire e si precipita nel vuoto, nel baratro della solitudine.

Rimanendo da soli si impara a stare bene da soli, è come se la vita a un certo punto ci imponesse di rimanere soli per poter trascorrere del tempo con noi stessi, per fare conoscenza, capire quanto siamo stati estranei.

Nello rimanere soli si scopre una forma nuova di indipendenza, forse perché la solitudine è indipendenza; il più delle volte è detestata e invece oltre che desiderarla bisogna sapere conquistarsela, al primo approccio potrebbe essere “ fredda” ma è allo stesso tempo un lasso di tempo di silenzio per apprezzare il silenzio lontani dal bailamme del quotidiano, dalla stupidità del quotidiano, ma anche dalla vaghezza, dall’ignoranza.

Nel silenzio veniamo a scoprire quanto sia meravigliosamente silenziosa e grande la vita, rassomigliando sempre più allo spazio comisco ove girano in silenzio e nella solitudine gli astri, le stelle.

La stragrande maggioranza degli uomini “ gregge” non sanno nemmeno cosa sia la solitudine, e non conoscendola non l’hanno mai potuta gustare.

Si moltiplicano e strisciano ai piedi di una donna, sempre in cerca di nuovi legami …

Ma mai che corrano il rischio di rimanere soli, che parlino con loro stessi!

Molto spesso, o il più delle volte, la solitudine è motivo di tristezza o angoscia. La si avverte in alcune occasioni, o in certi momenti o casi a cui la vita il più delle volte pone: le malattie, la vecchiaia, i lutti, le separazioni, gli abbandoni.

La solitudine la si prova a ogni età. Ci sono però alcuni momenti della vita in cui è più presente: l’adolescenza e la vecchiaia!

Durante l’adolescenza capita di provare solitudine, di imparare a conoscerla e a volte di cercarla.

E poi nell’età mia o della mia vita in cui ci si può sentire molto soli è la senilità!

In questo tempo sempre più avaro ho potuto camminare  tra le macerie della mia gioventù, dei miei sogni mancati, dei miei pensieri, ora diventati polvere.

Ora tutto è sfuggevole, tutto fugge da me, correndo quotidianamente il rischio di cadere  nel vortice del grande vuoto.

Certe volte è come svegliarsi da un lungo sonno  e non trovare nessuno accanto e sentire un forte senso di malore assalirmi, come se ogni cosa mia personale fosse stata profanata.

Ho imparato a conoscere, sopportare e addirittura cercare la solitudine, ora fondamentale nella mia vita.

Non ricordo più quanta strada abbia fatto e quanta ancora mi sarà concesso di fare, ma so che senza amore è come trovare il vuoto ad ogni passo in questo viaggio. Non so quanto potrà durare e quindi non mi occorrono più le prenotazioni, le coincidenze. Quel che mi occorre è l’amore e un braccio che mi sorregga quando i miei occhi vedranno solo che ombre.

“ La solitudine non urla, si siede e aspetta “ !

 

 

 

Vincenzo Calafiore

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