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Il Catania acciuffa il pareggio al “Massimino”

Dopo il tanto entusiasmo, la tanta gioia, grazie al successo, in Coppa Italia, contro il Rimini (anche se sofferta fino alla fine), il Catania è tornato subito in campo, per sfidare il Monterosi Tuscia nel girone C (29/a giornata di campionato) e torna a far soffrire i tifosi al Massimino. Risultato finale: Catania 1 Monterosi Tuscia 1.

Non c’è stata grande affluenza, poco oltre i 15 mila, ma il supporto dei tifosi non è mancato, come non sono mancati i fischi e la contestazione, alla fine della partita. Le uniche cose belle viste al “Massimino”, il manto erboso del rettangolo di gioco e il cielo quasi totalmente sgombro di nuvole, con ampi spazi di sereno, una temperatura compresa fra i 20 e 21 gradi. Il resto, solo delusione, delusione, delusione. I due aspetti di una squadra che gioca alla grande in Coppa, invece, in campionato, non va oltre ad un pareggio, pure sofferto. Gioco? solo un’utopia.

Una squadra ancora in cerca di se stessa, in cerca di “un centro di gravità permanente”, come recita un vecchio brano di Battiato. Il Monterosi, penultimo in classifica, ha disputato una buona partita, limitando giocatori importanti come Chiricò e Cicerelli e recriminando i due punti persi, anche perché il Catania, ha sostanzialmente avuto una sola occasione ed ha trovato la via del gol, raggiungendo il pareggio.

A portarsi in vantaggio, infatti, è la formazione ospite con il colpo di testa di Rossi, liberissimo di colpire il pallone ed insaccare. Reazione a fatica del Catania, che solamente a pochi minuti dal 90′, riesce a pareggiare i conti con Kontel.

Il Catania ritorna, domenica 10 marzo, al “Massimino”, arriva il Potenza, gara valevole per la 31a giornata del girone C di campionato. I rossazzurri sono chiamati, pertanto, a consolidare un atteggiamento propositivo ed efficace. Una domanda sorge spontanea: hanno capito, una volta per tutte, la lezione, mettendo da parte alibi e giustificazioni, mettendo in risalto una mentalità vincente da far emergere con costanza?… … chi vivrà vedrà !

Lucio Di Mauro

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