Catturato il 16 gennaio scorso dai carabinieri del Ros a Palermo, mentre stava andando a fare chemioterapia in una clinica privata. Un pizzino con il suo diario clinico, trovato nella casa della sorella, aveva segnato la svolta per l’arresto. Matteo Messina Denaro è sempre rimasto un irriducibile, conosceva i segreti delle stragi e delle complicità eccellenti.
Matteo Messina Denaro, l’ultimo boss delle stragi, è stato stroncato dal tumore che nel 2020 gli aveva fatto cambiare la sua latitanza trentennale. Il capomafia trapanese, 61 anni, è morto nell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, dove era stato ricoverato l’8 agosto per un intervento. Ad inizio di questo mese era stato trasferito dalla terapia intensiva al reparto detenuti allestito all’interno del nosocomio. Era iniziata la somministrazione di una cura del dolore, per fare fronte ai pesanti effetti del tumore.
All’Aquila, sono arrivati la figlia di Messina Denaro, Lorenza, la nipote avvocato Lorenza Guttadauro e una delle sorelle, Giovanna. Venerdì scorso il capomafia condannato all’ergastolo è entrato in coma, ritenuto irreversibile. Come lui stesso aveva stabilito nel testamento biologico, gli è stata staccata l’alimentazione, non l’idratazione. Messina Denaro ha dichiarato di non volere alcun accanimento terapeutico. Oggi, la morte.
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