Cronaca

L’importanza delle leggi

Per assicurare il corretto funzionamento di un Paese, sono necessarie delle leggi, che vadano a regolare i vari settori della vita pubblica e privata. Così, abbiamo il diritto condominiale, che regola le dispute tra condomini, o il diritto familiare, che sancisce diritti e doveri dei membri di una famiglia e ne regola eventuali dispute.

Ma le leggi regolamentano anche le professioni e i vari ambiti lavorativi, anche quei settori e quelle professioni in espansione: basti pensare alla figura del rider o dell’influencer, oggi professioni regolate dalla legge. E non è da meno il settore del gioco e delle scommesse, sempre più in espansione anche grazie ai casino bonus senza deposito immediato. In Italia, le prime leggi per regolare il gioco d’azzardo risalgono alla fine dell’Ottocento. Da allora, si sono susseguiti nuovi decreti che, di volta in volta, hanno modificato la concezione e la fruizione di questo mercato.

Il gioco si evolve

La società e l’economia sono in costante mutamento e questi mutamenti influiscono, direttamente o indirettamente, su tutti gli aspetti della vita umana. Per quanto riguarda il gioco, un mutamento importante per le leggi che regolano questo settore avviene nel 2012. Proprio in quell’anno, la ludopatia viene ufficialmente riconosciuta come una malattia. Tutte le leggi fino a quel momento in vigore vengono ripensate, bisogna considerare questo aspetto, cercare di limitare la diffusione di questa malattia e, per chi già ne soffre, offrire le cure e il supporto necessari per guarire. In ottica di prevenzione della ludopatia, un tema che ha fatto discutere è stato quello relativo alla pubblicità del gioco d’azzardo.

Una nuova riforma

Oggi, undici anni dopo, l’Italia si prepara a implementare una nuova normativa relativa al gioco d’azzardo. Una riforma che dovrà necessariamente tenere conto dell’elevato numero di persone che lavorano nel settore (circa 150.000) e che ogni anno fa confluire nelle casse dello Stato circa 11 miliardi di euro.

La nuova riforma, guidata dal vice Ministro dell’Economia Maurizio Leo, punta a regolare diversi aspetti, ma una cosa è certa: le concessioni e le autorizzazioni continueranno a essere emanate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e dalle questure.

Un aspetto invece importante riguarda le distanze dai luoghi sensibili. La normativa attualmente in vigore prevede che le sale gioco debbano trovarsi a una distanza compresa tra 200 e 500 metri dai luoghi sensibili, come scuole e ospedali, lasciando a ogni Regione e Comune la facoltà di scegliere. Con la nuova riforma ci si pone l’obiettivo di individuare una distanza unica, da applicare su tutto il territorio nazionale, uniformando quello che fino a oggi sembra essere un caos.

Purtroppo le tempistiche non sembrano essere così immediate. Si prevede infatti che ci vorrà fino a un anno e mezzo dall’emanazione alla vera e propria attuazione della riforma. Addirittura, si prevede che i nuovi bandi di gara per le licenze saranno previsti nel 2024.

L’obiettivo sembrerebbe quindi quello di tutelare i giocatori, fornendo loro servizi di gioco legali, arginare i circuiti illegali e prevenire il gioco da parte dei soggetti minorenni, oltre che limitare l’insorgere di comportamenti ludopatici. Ci si augura quindi che questa riforma possa unificare un settore che fino a oggi risulta essere frammentato. La strada è ancora lunga, ma la direzione sembra essere quella giusta.

Redazione

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