Entra a gamba tesa la Corte dei Conti sostenendo contrarietà alle sanatorie fiscali e chiedendo quindi di non vararne altre. Per la Corte è necessario “abbandonare definitivamente il ricorso a provvedimenti che offrono, per le difficoltà del recupero (e per esigenze di bilancio), la definizione agevolata dei debiti iscritti a ruolo e che, oltre a incidere negativamente in termini equitativi e sul contributo di ciascuno al finanziamento dei servizi pubblici, rischiano di comportare ulteriori iniquità”. Le diverse disposizioni prese tra il 2016 e il 2018 – avverte – “hanno visto la presentazione di più di 4,1 milioni di istanze per 53,8 miliardi di introito previsto, di cui per oltre 33,6 miliardi vi è stato un omesso versamento”.
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