Una malinconica domenica

 

Di Vincenzo Calafiore

 

“…. Sono nato in un giorno

che non ricordo. Poi, e non ricordo

quando, presi una matita e cominciai

a scrivere ….. non ho più smesso! “

Vincenzo Calafiore

 

Dammi  amore, me ne basterebbe un bicchiere, per ubriacarmi d’amore.

Per non smettere di vivere e cadere in questa vita oscillante, per non dovermi difendere da nessuno, di avere paura del prossimo venire.

Aiutami a vivere.

Ho il mio contratto con la vita scritto sulla mia pelle, per non dimenticare di amare e se proverai a leggerlo non vi troverai parole come odio, rancore, cupidigia, e l’ho firmato col mio nome, per restare, rimanere ciò che sono a ogni costo.

Vorrei ci fosse un tempo, un luogo, per incontrarti, una data! Per diventare amore, sogno,musica, canzone. Una canzone che non ci faccia dimenticare.

Ma la vita sai, a volte ti travolge, come un mare in tempesta, o ti lascia su una spiaggia lontana da ogni cosa, questa è la solitudine in cui la vita talvolta ci abbandona. Questa solitudine mi ha fatto conoscere, e mi ha donato il coraggio, la forza di volontà, ma soprattutto mi ha insegnato a guardare l’immenso dentro che è in tutti noi … ma bisogna saperlo guardare. Mi ha fatto conoscere i miei limiti, i difetti; la solitudine mi ha insegnato ad amare, a voler bene. Qualcuno potrebbe dirmi: “Ad amare si impara in due”, ma non è mica detto. Io quale sia il valore da dare alle persone, l’ho capito così: con un posto vuoto accanto.”

La verità  è che oggi in questa “ malinconica domenica “ di un luglio ingarbugliato, il tempo che sto attraversando sia un – tempo di mezzo – con l’eternità.

E’ un pensiero, forse lo stesso che ha avuto Socrate, Aristotele, Senofonte con i suoi sette libri  delle Elleniche che trattano gli avvenimenti della storia greca.

Ma la differenza tra questi e l’odierno sta nel loro ancora esistere, mentre di questo odierno resterà che polvere.

E dunque a ragionarci un po’ sopra, la differenza salta agli occhi e viene voglia di chiedersi, di domandarsi, di mandarsi al diavolo, di dimenticarsi, di evitarsi ed è quello che sta accadendo ogni giorno quotidianamente in ogni anta della nostra stupida esistenza.

Rimane una sola strada ed è l’amore del bello, della cultura, della conoscenza, della fratellanza!

Essere no “cifra”, no quantità, no agglomerato, ma semplicemente – Itinere –

In Itinere sempre: Ad quae noscenda iter ingredi, transmittere mare solemus, ea sub oculis posita neglegimus!  Quelle cose per conoscere le quali ci mettiamo in cammino e attraversiamo il mare, se sono poste sotto i nostri occhi non ce ne curiamo.

Mi piacerebbe pensare che le cose già viste e vissute siano una precisa coincidenza con un appuntamento con noi stessi in un sogno, quello cui siamo già stati senza esserci stati, ma dal quale sto ritornando!

Voglio pensare di voler vivere, di vivere, per cui fare qualsiasi cosa per poterla trattenere la vita, tutta quella che c’è, e non importa se impazzirò ma la vita non voglio perdermela, io la voglio davvero, dovesse fare un male da morirne. E’ così bella e così sola con tutta la bellezza attorno, che tutta questa solitudine brilla ancor di più!

Vincenzo Calafiore

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