Taranto. Il Mipaaf non sta facendo quanto necessario per contrastare gli effetti devastanti del rialzo dei costi energetici sulla tenuta delle aziende agricole. A denunciarlo è CIA Agricoltori Italiani della Puglia.
«Purtroppo, dobbiamo riscontrare un inspiegabile immobilismo del Ministero delle Politiche Agricole riguardo al credito d’imposta a vantaggio delle aziende agricole sia per il primo trimestre, come già legiferato dal Governo, sia per i mesi successivi, vale a dire quelli in cui più intense saranno le lavorazioni delle aziende del comparto primario», ha dichiarato Gennaro Sicolo, presidente regionale dell’organizzazione sindacale degli agricoltori.
«Da aprile in avanti, infatti, si entra nella fase più intensa del lavoro agricolo e dell’impegno per le imprese zootecniche, con un fabbisogno energetico molto elevato sia per quanto riguarda il dispendio di energia elettrica sia per ciò che attiene ai carburanti per la trazione dei mezzi agricoli».
«È necessario che a beneficiare del credito d’imposta sia l’intera platea delle imprese agricole, comprese quelle fiscalmente in regime speciale e di esonero».
Quello dei costi energetici, ormai aumentati fino a tre-quattro volte rispetto a prima che iniziasse la guerra in Ucraina, è una questione su cui CIA Puglia sta insistendo da mesi.
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