Il Consiglio regionale lombardia ha varato la legge sulla agricoltura urbana, periurbana e metropolitana e sul vertical farm. Un’iniziativa con diverse novità e che sostiene e incentiva le attività agricole tradizionali rimaste. Inoltre stimola la realizzazione di boschi urbani per città più verdi e, allo stesso tempo, innova fortemente il quadro normativo. Lo fa riconoscendo i tetti verdi nella pianificazione urbanistica e consentendo l’insediamento in tutte le aree urbane delle vertical farm, ossia delle fattorie innovative verticali dove si produce verdura in ambiente protetto a ciclo continuo. Queste attività, pur insediate in ambito urbano, per esempio aree industriali da rigenerare, saranno comunque riconosciute come agricole.
“La Lombardia – ha dichiarato l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi – è la prima regione agricola d’Italia e si dimostra anche a livello normativo una avanguardia europea. Riconoscere l’agricoltura urbana per legge, sostenendola, e favorire gli insediamenti urbani innovativi come il vertical farming significa contribuire al conseguimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale, rigenerazione urbana, risparmio energetico, resilienza ai cambiamenti climatici e incremento del tasso di approvvigionamento degli alimenti prodotti sul proprio territorio, riducendo gli spostamenti logistici”. “Sono sempre di più – ha aggiunto Rolfi – le realtà che decidono di dedicarsi a questa attività ed era corretto riconoscerle. Ciò anche per promuovere la realizzazione di fattorie verticali in aree urbane da recuperare. Vogliamo valorizzare il ruolo economico, sociale, ambientale e culturale delle aree agricole periurbane e dell’agricoltura che vi si esercita”. “Siamo – ha ricordato – la prima Regione italiana a dotarsi di una legge su questo tema”.
“Il mercato delle vertical farm – ha concluso Rolfi – oggi nel mondo vale oltre 2 miliardi di euro, ma le previsioni parlano di 5,8 miliardi nel 2022. Una opportunità anche economica per la Lombardia. Con una attività che consente risparmio di suolo, acqua ed energia. Questo abbattendo l’utilizzo di sostanze chimiche e attirando all’agricoltura nuove competenze professionali. Quelle in grado di favorire anche il ricambio generazionale”.
Nel testo viene definito vertical farming il sistema di coltivazione agricola in camere di crescita chiuse a controllo ambientale totale. Con sviluppo su moduli verticali sovrapposti, sfruttando la combinazione di tecniche quali l’acquaponica, l’idroponica o l’aeroponica. La legge riconosce anche i tetti verdi. Ossia coperture vegetali realizzate sui tetti o sulle pareti degli edifici costituite da specie erbacee, arboree o arbustive. E destinate a scopi alimentari o anche ornamentali. Nonché finalizzate al miglioramento dell’isolamento termico, al risparmio energetico e al potenziamento della sostenibilità ambientale. Riconoscimento anche per le infrastrutture verdi multifunzionali. Ovvero gli interventi di forestazione urbana finalizzati all’implementazione di un ecosistema sostenibile mediante l’interconnessione tra verde e costruito e il potenziamento delle connessioni ecologiche locali.
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