Toscana

Francigena. Giani: il nostro impegno per il turismo slow e per una Toscana diffusa

“Abbiamo voluto creare un modello facilmente esportabile agli altri percorsi storici, dalla Matildica, alla Romea, alla Lauretana. Fin dal 2009 la Regione Toscana ha effettuato lungo la Francigena una serie di importanti interventi strutturali che hanno dato i loro frutti, visto che numerose delle strutture che abbiamo creato o ristrutturato sono molto utilizzate dai turisti, portatori di un turismo slow capace di scegliere i tempi giusti per godere le bellezze e le ricchezze di una Toscana diffusa, che vada oltre le più note città d’arte, e di questo vero e proprio fascio di strade storiche che portavano da Canterbury a Roma”.

E’ questo l’inquadramento fatto dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, nel corso della conferenza stampa di presentazione dello studio realizzato dall’Irpet, l’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana, sugli effetti turistici delle infrastrutture e dei percorsi realizzati lungo la via Francigena.

“Lo studio dimostra come il nostro lavoro – ha aggiunto Giani – ha avuto effetti di grandissimo riulievo sia dal punto turistico che culturale su tutti i 27 comuni toscani attraversati dal percorsi principale della Via, ma anche su quelli limitrofi, che son il doppio. E’ un esempio della nostra opera di valorizzazione delle aree interne della Toscana”.

Alla presentazione dello studio, illustrato da uno dei suoi curatori, Enrico Conti di Irpet e dal direttore dell’Istituto, Nicola Sciclone, erano presenti il consigliere del presidente Giani, Federico Eligi e il consigliere regionale Francesco Gazzetti che sia nella precedente legislatura che in questa si è impegnato molto per promuovere la valorizzazione della Via Francigena, così come ha fatto il presidente dell’Associazione eurpea delle Francigene, Massimo Tedeschi, anch’egli presente.

“I percorsi slow che abbiamo sottolineato – ha concluso Giani – sono un esempio tangibile di come intendiamo valorizzarli, esportando gli interventi fatti, in tutta la nostra regione. Attraverso la Francigena, intervenendo su tutte le numerose diramazioni di quella che era l’austrada dell’epoca, possiamo entrare infatti in tutte le sue articolazioni della toscana diffusa e delle sue aree interne”.

Redazione

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