È stata necessaria l’incursione fisica di un plotone di tecnici che hanno resettato manualmente i server del data center di Santa Clara per rimettere in moto la rete di Facebook, comprese tutte le sue molteplici piattaforme (Whatsapp, Instagram, Messenger, Oculus, il servizio di email del gruppo e tanti altri servizi digitali) scomparse per ore in tutto il Mondo.
Il fenomeno ha avuto ripercussioni sociali, economiche e anche politiche. Imprese abituate, dall’India al Brasile, a ricevere gli ordinativi e a fare le consegne comunicando con Facebook si sono bloccate. Bloomberg stima che la perdita economica a livello mondiale sia stata di 160 milioni di dollari per ogni ora di interruzione della connessione digitale. Un danno gravissimo per Mark Zuckerberg. Alle 8,40 del mattino in California (le 17,40 del pomeriggio in Italia), l’intero sistema Facebook è come sparito. Svanita anche la connessione alle mail e al sito Facebook.com.
Molti utenti dotati di apparecchi intelligenti attivati mediante connessioni Facebook si sono trovati a non poter aprire la porta di casa, accendere la tv, attivare un termostato, entrare in un sito di shopping online. Per alcune ore neanche il personale di Facebook è riuscito ad entrare nei suoi uffici in quanto sono svaniti anche i meccanismi di sicurezza interna, compresi quelli di riconoscimento dei badge dei dipendenti.
Due tecnici della sicurezza si sono scambiati messaggi su Reddit (poi cancellati) nei quali parlano di un problema di rete causato da un errore nella configurazione di una componente essenziale del sistema, il BGP (Border Gateway Protocol). Mentre l’azienda ammetteva di avere un problema che stava cercando di risolvere e si scusava con gli utenti per i disagi, sono iniziati ad emergere i contorni di un incidente banale ma catastrofico, figlio di problemi logistici e organizzativi prima ancora che degli infortuni tecnologici che, pure, devono esserci stati. Quando è divenuto evidente che, con i sistemi totalmente paralizzati, bisognava andare a intervenire manualmente sui server, ci si è resi conto che chi era in grado di farlo era fisicamente lontano mentre chi era già in azienda non aveva le competenze necessarie. Per questo ci sono volute più di 6 ore prima di poter ricominciare ad attivare, in modo molto graduale, le piattaforme del gruppo.
Già nel 2019 Facebook aveva vissuto una crisi durata quasi 24 ore per un errore di configurazione dei server. Ma allora era stata colpita solo una parte del sistema mentre stavolta Facebook ha dovuto fronteggiare una vera tempesta perfetta. Una crisi che ha provocato una flessione del titolo Facebook in Borsa facendo in poche ore perdere a Zuckerberg 6 miliardi di dollari.
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