Friuli Venezia Giulia

San Giorgio di Nogaro. Consolidamento spondale del fiume Corno: intervento in autunno

Partirà in autunno l’intervento per il consolidamento spondale del fiume Corno e per la realizzazione di opere idrauliche. I lavori sono finanziati con uno stanziamento di 900 mila euro da investire nell’area di canoa e canotaggio a San Giorgio di Nogaro. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Fabio Scoccimarro, durante l’incontro in Municipio a San Giorgio di Nogaro sul tema dei dragaggi, a cui hanno partecipato, fra gli altri, il sindaco Roberto Mattiussi, il direttore generale di Confindustria Udine Michele Nencioni, i portatori di interesse e alcuni consiglieri regionali. “Siamo pronti a partire con la gara d’appalto e in autunno potranno essere avviati i lavori – ha detto Scoccimarro -. Si tratta di opere che mirano a risolvere l’erosione di alcuni tratti spondali e l’assestamento degli argini”.

Il tratto di fiume Corno interessato è quello situato a valle dell’abitato di San Giorgio di Nogaro e lambisce la zona industriale del Comune. I lavori permetteranno una navigazione più sicura. “Siamo consapevoli che le vie navigabili per San Giorgio di Nogaro sono vitali per l’economia locale e regionale – ha indicato nel corso dell’incontro l’assessore -; per questo la Regione che, per quanto di sua competenza, ha già predisposto le risorse e le delibere necessarie, ora è impegnata tecnicamente e politicamente per superare i nodi principali legati ai dragaggi”.

Il primo di questi, secondo Scoccimarro, ha a che fare con l’interpretazione normativa della laguna che impedisce di agire con gli atti necessari. Considerare la laguna come mare o non come tale è una differenza sostanziale in base alla quale si possono o meno fare delle progettazioni. “Su questo fronte ci siamo attivati con i vertici ministeriali e grazie al supporto della Procura della Repubblica e dei Prefetti siamo sulla buona strada per superare il problema – ha informato l’esponente della Giunta Fedriga -. La risoluzione di questo scoglio delineerebbe in maniera inequivocabile l’iter da seguire sia per le istituzioni che per i gestori delle marine per garantire le profondità necessarie al passaggio delle imbarcazioni con pescaggio maggiore e di dimensioni importanti”. Il secondo nodo è quello del dragaggio “necessario per l’accesso delle navi commerciali a porto Buso: in questo caso stiamo valutando l’utilizzo della cassa di colmata di Trieste (piattaforma logistica) per la corretta gestione dei sedimenti. La concorrenza di altri porti italiani e stranieri in questo caso è spietata e la nostra Regione non può permettersi di perdere queste opportunità di sviluppo del territorio”.

Prima della riunione l’assessore, accompagnato da alcuni rappresentanti delle Marine, ha effettuato un sopralluogo in barca lungo il Corno per verificare i lavori di dragaggio già eseguiti e l’area da ripristinare sul canale di atterraggio di porto Buso fuori dalle dighe foranee. Durante l’incontro sono state evidenziate le conseguenze economiche e ambientali provocate dal blocco dei dragaggi, a partire dalle preoccupazioni relative al dirottamento delle navi sui porti concorrenti quali quello di Capodistria, con la perdita di competitività dell’industria friulana. Alcuni rappresentanti delle Marine hanno sottolineato l’insieme di interessi turistici ed economici di cui sono portatori di interesse ed espresso apprezzamenti per l’attenzione dimostrata dall’assessore per trovare le soluzioni all’annosa questione.

Redazione

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