Sicilia

La Cisl Slp Catania denuncia: i dipendenti di Poste a rischio contagio, subito il vaccino

Ci sono lavoratori che hanno continuato a svolgere il proprio servizio per il paese, per la collettività. In questa lunga lista, figurano i dipendenti di Poste Italiane, che non si sono mai fermati nonostante il periodo cruciale dell’epidemia da Covid.

PANORAMICA UFFICIO POSTALE ” SPORTELLO PACCHI”

 “I contatti con i clienti sono costanti, giornalieri – afferma Grasso Carlotta, Segretario Provinciale Slp Cisl Catania – il rischio è sempre dietro l’angolo per i 2000 lavoratori catanesi, tra cui, i portalettere, gli operatori di sportello, i consulenti, i direttori, ecc., queste sono categorie a rischio contagio. Come sindacato abbiamo sempre sollecitato  d.p.i. adeguati, soluzioni per tutelare i lavoratori e clienti. Spesso ci siamo riusciti ma non bisogna abbassare la guardia. Profitti, interessi economici aziendali, obiettivi di budget non devono primeggiare rispetto alla salute dei lavoratori. Bene ha fatto l’azienda – continua la sindacalista – a chiedere e ottenere l’inserimento di alcune figure professionali più esposte alla vaccinazione ma ci chiediamo: quando?!. Ci rendiamo conto che forse non dipende solo dalla volontà di Poste ma occorre fare in fretta. Conoscere i tempi significa anche lavorare serenamente. La paura di essere contagiati è una costante in categoria. Non sempre vengono e possono essere rispettate le distanze, le dovute disposizione di legge, DCPM (assembramenti) o contatti. I vaccini sono la salvezza ma tardano ad arrivare. Nelle ultime settimane, molti uffici postale della provincia di Catania – sostiene la neo eletta, Segretario Provinciale Slp Cisl Carlotta Grasso – sono stati chiusi, perchè i lavoratori sono risultati positivi Covid. La sanificazione dei locali, ad esempio, deve essere anche un azione preventiva e non successiva al contagio. I locali delle sale portalettere, come degli Uffici Postali,  sono spazi angustie al limite di legge, troppo piccoli per contenere decine di lavoratori. Le pulizie non sono adeguate alle vere esigenze, soprattutto in questo periodo e, ovviamente, non per colpa degli addetti ma forse, per contenere i costi. Il sindacato  – conclude la Grasso – è continuamente contattato dai lavoratori per un assistenza, oltre il nostro ruolo, che spesso non possiamo soddisfare, per una burocrazia interna ed esterna, (Inps, Sanità, enti paralleli), lenta, confusa e  farraginose sulle procedure. Sarebbe un toccasana la vaccinazione della categoria che sollecitiamo con tutta la nostra forza. È un dovere aziendale, un obbligo morale, etico e di rispetto dei lavoratori meritevoli di più attenzione, dato che sono troppo esposti al contagio.

Lucio Di Mauro

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