Parlando del Crotone al termine di ogni partita si continua ad affermare che si tratta di una squadra il cui percorso nell’attuale campionato è paragonabile ad una tragedia calcistica guardando la classifica e osservando la posizione che occupa: ultimo posto con cinquantacinque gol subiti, ventitré realizzati, diciassette sconfitte, tre vittorie e tre pareggi. Numeri che stanno spalancando la porta della retrocessione in serie B a meno di un miracolo nelle prossime quindi partite, tanto ne mancano al termine della stagione. È il calcio, fatto di avvenimenti piacevoli e meno piacevoli nei vari campionati da parte di ogni squadra. Città un tempo sempre presenti in serie A (Catania, Palermo, Messina, Mantova, tanto per fare alcuni esempi) sono scomparsi dal radar dei campionati maggiori. Il Crotone sta disputando il dodicesimo campionato consecutivo tra serie B (nove) e serie A (tre).
In precedenza altri cinque campionati di serie B e sei di C1 di cui tre vinti. Tutto questo negli ultimi ventitré anni in una città “martoriata” da altri e più importanti avvenimenti negativi.
La vera tragedia del terzo millennio che sta interessando i cittadini della Città di Pitagora è l’enorme disoccupazione giovanile e al momento non s’intravede alcuna possibilità dell’inversione di rotta. Giovani che di continuo devono abbandonare Crotone per motivo di studio o lavoro.
Assenza totale di servizi da e per Crotone di qualsiasi genere: aeroporto, autostrada, ferrovia. Da Crotone si continua ad emigrare per motivi sanitari. La costa sta sprofondando a vista d’occhio e nulla si continua a fare a parte la denuncia di qualche assessore.
Interi quartieri sommersi dal degrado e totale mancanza d’igiene.
Impiantistica sportiva inutilizzabile da qualche anno come la piscina olimpionica con l’aggravante che la squadra di pallanuoto di seri B, Rari Nantes “Lucio Auditore”, è costretta a disputare tutto il campionato (iniziato il 20 febbraio) in trasferta.
Di fronte ad una simile situazione l’eventuale preoccupazione per la retrocessione in serie B non ha motivo di esistere. La serie B, eventualmente, non rappresenterebbe la morte del calcio a Crotone, ma un semplice allontanamento dalla massima categoria di cui si può sempre tornare ed il Crotone ha dimostrato di saperlo fare. Ciò che ancora, da quasi un trentennio, non si riesce a fare dal versante della politica: ridare ai cittadini ciò che un tempo avevano.
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