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Importanza di controllare l’impianto idraulico in caso di perdite acqua

Chi è a capo della gestione di una casa o di un immobile dotato di fornitura idrica, sa bene che l’insorgere di una perdita d’acqua è il segnale di dover provvedere ad un attento controllo di tutto l’impianto idraulico spieghiamo di seguito l’importanza di controllare gli impianti idraulici per ricercare eventuali perdite di acqua.

La rottura di un tubo non è solo segno di un danno materiale all’impianto che lo accoglie. La rottura di un tubo e la fuoriuscita di acqua possono essere l’inizio di spiacevoli disavventure.

Ricerca del danno in caso di perdita d’acqua

In caso di perdita d’acqua, nasce in primo luogo l’esigenza di andare alla ricerca del danno, cercando d’individuare quindi dove è nata la prima fuoriuscita. Non sempre le perdite sono causate da un solo foro/spaccatura, motivo per il quale è necessario rintracciare qualsiasi punto coinvolto del tubo.

Per far si che la perdita d’acqua venga risolta in maniera veloce è possibile utilizzare numerosi strumenti, quasi tutti aventi la necessità di essere manovrati da personale esperto.
In primo luogo però è opportuno controllare il contatore, in modo da notare se entra in funzione anche in caso di impianto idrico centrale chiuso.

Può sembrare banale come passaggio, ma è un test iniziale a cui a volte, presi dall’agitazione, non si pensa. Se in fase notturna ad esempio, il contatore chiuso risulta esser aumentato di qualche numero, avremo la prova che ci ritroviamo davanti ad una perdita idrica.

Lo step successivo richiede l’utilizzo di materiali dai meccanismi più certosini e tecnici, come per esempio i rilevatori di perdite d’acqua, che utilizzano delle sonde elettroniche denominate geofoni. In alternativa si può andare ‘ad orecchio’, cercando di captare attraverso l’udito i punti in cui la pressione dell’acqua in fuoriuscita, emette vibrazioni.

Ovviamente le perdite di minima entità non sono facilmente percepibili con questa tecnica, ma permette di fare un primo screening della situazione in maniera totalmente non invasiva e soprattutto economica. Un rimedio per così dire fai-da-te.

Altri mezzi per la ricerca del danno sono: rilevazioni termografiche, metaldetector, geodetector e sonde per profondità più consistenti. Anche in questi casi è necessario l’intervento di uno o più professionisti. I costi saranno leggermente più sostenuti rispetto alle metodologie precedentemente indicate.

Verrà da se dedurre che una volta rintracciato il danno, sarà opportuno procedere alla riparazione del tubo. In Italia negli ultimi anni è sorta una tecnica innovativa, che permette all’idraulico di non spaccare le superfici per riparare i datti. Questa tecnica moderna e all’avanguardia si chiama relining. Il relining consiste nell’utilizzare una resina epossidica, che dopo un’attenta video-ispezione dei condotti, viene iniettata nei tubi fino a indurirsi e tappare il punto della perdita. In alternativa è possibile porre riparazione al tubo con i metodi classici, come paste sigillanti o bende.

Controllare impianti idraulici danneggiati – Motivi per farlo

L’importanza di controllare l’impianto in caso di perdita di acqua è più che concreta se l’impianto stesso è posizionato vicino a superfici delicate, come per esempio un pavimento o un muro. In questi ultimi due casi infatti, oltre all’insorgere di danni materiali ed estetici, si potrebbe rischiare di andare incontro a fonti di umidità consistenti e muffa. Una perdita di acqua quindi non è solo un danno oggettivo, ma anche un ripercuotersi sulla salute delle persone che vivono negli ambienti incidentati.

Quali disagi causano muffa e umidità? L’inquinamento microbico in primis, oltre a peggiorare i sintomi dei reumatismi alle ossa.

L’inquinamento microbico nel dettaglio riguarda funghi e batteria che possono causare anche asma, malattie respiratorie e allergie. Immaginate i danni a cui si è esposti se si dorme vicino a una parete umida o ammuffita, o se magari ci si lavora a contatto molte ore al giorno (come spesso avviene negli uffici).

Altro disagio a cui potremmo andare incontro in fase post perdita d’acqua non controllata, è l’enorme aumento dei consumi energetici. Gli ambienti umidi sono anche freddi, verrà da se la necessità di riscaldarli utilizzando qualsiasi mezzo a disposizione. Si avranno quindi impennate dei consumi di gas o di energia elettrica se si usano condizionatori o stufette a corrente. Di contro avremo nuovamente il disagio di ottenere un ambiente troppo asciutto, allo stesso modo nocivo. Un ambiente con aria eccessivamente secca nella maggior parte dei casi provoca l’asciugatura delle mucose, come naso, gola e occhi.

Ecco quindi che vi abbiamo parlato in maniera molto chiara, di quanto sia consigliato monitorare con attenzione un impianto che ha subito una perdita. Un’operazione necessaria per evitare maggiori danni futuri non solo alle tubature, ma anche alla propria salute e alle proprie tasche.

A questo punto, se avete subìto una perdita idrica in casa o nel vostro ufficio, non vi resta che correre immediatamente ai ripari. Il consiglio è quello di rivolgervi ad un personale esperto, capace di guidarvi in ogni piccolo passaggio ed evitarvi qualsiasi tipo di inconveniente.

Redazione

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