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Monza. Fondazione Camerani e Pintaldi un motore per la ricerca

È stata presentata a Monza la nuova Fondazione Camerani e Pintaldi. Tra gli scopi il sostegno di progetti di assistenza e ricerca medica a favore dei bambini ammalati, con particolare riguardo alle malattie croniche e oncologiche. Nell’ambito della propria missione, la Fondazione ha deciso, tra i primi interventi, di contribuire al finanziamento di uno dei principali progetti di ricerca scientifica portato avanti dai ricercatori della Fondazione Tettamanti: ‘Manipolazione genetica non virale delle cellule CIK prodotte dal cordone ombelicale’. Con l’obiettivo di produrre cellule CarT immediatamente disponibili per il trattamento di pazienti affetti da Leucemia Linfoblastica acuta.

Cultura del lavoro e della solidarietà al top

“La cultura del lavoro e della solidarietà del nostro territorio – ha detto il vicepresidente di Regione Lombardia e assessore alla Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione, Fabrizio Sala – è tra le migliori al mondo”. “Queste persone e queste strutture – ha rimarcato – sono davvero grandi, davvero fanno la differenza”. E i risultati che ottengono sviluppando i loro progetti sono a dimostrarlo in termini pratici e concreti a tutti.

All’evento sono intervenuti il sindaco di Monza Dario Allevi; Giovanni Verga, presidente Comitato Maria Letizia Verga; Gisella Vegetti e Eugenio Mascheroni, rispettivamente presidente e vicepresidente Fondazione Camerani e Pintaldi e i professori Andrea Biondi e Momcilo Jankovic.

Presentate altre due attività

La Fondazione Camerani e Pintaldi ha, inoltre, presentato altre due attività importanti all’interno del Centro Maria Letizia Verga, quali la Sport Therapy, che coinvolge anche la ‘Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma‘ e il ‘Passaporto dei Guariti’.

Una nuova frontiera

“Le cellule CarT – ha aggiunto il vicepresidente Sala – rappresentano per noi una nuova frontiera”. “Per questo motivo – ha spiegato – creare una rete telematica di dati è fondamentale”.

Casistica universale

“Il fatto che noi curiamo tutti – ha sottolineato il vicepresidente – implica avere una casistica universale, la documentazione è la base per raggiungere nuovi livelli di cura e i big data sono il futuro”. “Non è un caso – ha concluso Sala – che molti progetti innovativi del nostro bando Call Hub, tra cui lo studio di un nuovo sistema di analisi dei dati con a capofila la monzese Mediaclinics srl, vadano proprio in questa direzione”.

Redazione

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