Pisa. A Palazzo Gambacorti arrivano gli amministratori del Comune di Asti

Lunedì mattina in sala delle Baleari il Sindaco di Pisa Michele Conti, insieme agli assessori Gianna Gambaccini, Giovanna Bonanno e Filippo Bedini, ha accolto il Sindaco di Asti Maurizio Rasero, accompagnato dal vicesindaco Marcello Coppo e dall’assessore Marco Bona arrivati nella città della Torre pendente per studiare i dettagli del percorso amministrativo che ha portato il Comune di Pisa, in tempi brevi, alla chiusura definitiva dell’insediamento abusivo di via Maggiore – Oratoio. Nella città piemontese, infatti, è presente una situazione simile che l’Amministrazione guidata dal sindaco Rasero sta fronteggiando con una serie di azioni in corso con l’obiettivo del superamento definitivo. Da qui la necessità di studiare ‘il metodo Pisa’. “La nostra impresa, chiudere l’insediamento abusivo di Oratoio in meno di un anno – ha dichiarato il Sindaco di Pisa Michele Conti – sta facendo un po’ scuola a livello nazionale. Siamo riusciti in breve tempo a risolvere un problema che sembrava insuperabile e quindi molti Comuni ci chiedono informazioni perché vorrebbero utilizzare il nostro metodo. Sono orgoglioso che il nostro modo di operare sulla questione sia preso a modello da molti comuni d’Italia ai quali offriremo volentieri tutto il nostro supporto e il nostro aiuto. L’incontro con il Sindaco di Asti è stato cordiale e molto operativo, spero sia stato utile agli amministratori piemontesi per risolvere analoghi problemi nel loro territorio”. “Fra i punti messi in evidenza – conclude Conti – il lavoro degli assistenti sociali che ha permesso uno sgombero senza alcun problema di ordine pubblico e il risparmio ingentissimo per le casse comunali: basti pensare che con incentivi inferiori a 200 mila euro una tantum, utilizzati per rimpatriare o allocare in altri Comuni le famiglie residenti nel campo nomadi, non ci saranno spese a carico della collettività per il futuro. Mentre nei dieci anni precedenti al mio insediamento, su questa tematica, sono stati spesi oltre 4 milioni di euro di soldi pubblici”.

Redazione

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