Pechino continua ad usare il pugno duro. Diverse persone sono rimaste ferite ad Hong Kong negli scontri tra la polizia cinese e i dimostranti. Gli attivisti protestano contro il governo e la legge sull’estradizione verso la Cina. Sono migliaia i manifestati scesi nuovamente in piazza, sfidando il divieto della Polizia dopo la maxi protesta di venerdì all’aeroporto internazionale. Gli agenti non sono andati per il sottile e hanno impiegato gas lacrimogeni e proiettili di gomma contro i manifestanti. In duecento hanno usato gli ombrelli per proteggersi dall’attacco delle forze dell’ordine. Queste ultime hanno usato la forza per disperdere un gruppo che aveva presidiato la stazione della metro, rifiutandosi di lasciare la zona. Indossando caschi e imbracciando i manganelli, gli agenti sono intervenuti nella stazione di Yuen Long dove un centinaio di dimostranti si era rifugiato per proteggersi dai lacrimogeni. Alcuni agenti hanno lanciato i manganelli contro gli oppositori, spingendoli a fuggire. Sul posto sono visibili le tracce di sangue. La Cina dimostra così di non essere un Paese democratico.
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