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Acate choc. Madre faceva prostituire la figlia di 13 anni

Acate, in provincia di Ragusa, è sotto choc. Una madre faceva prostituire la figlia di 13 anni. Lasciata andare con tanti uomini dai 30 ai 90 anni. Succedeva in un casolare su un letto sudicio o sotto una tenda tra le piantagioni di pomodorini, a pochi chilometri da Vittoria e Comiso. I braccianti italiani e quelli stranieri erano in fila, pronti a pagare per un rapporto con la bambina o a barattarlo in cambio di un paio di pacchetti di sigarette, del cibo, di qualche regalino. È il dramma di una bambina dal quale è stata salvata dalla Squadra Mobile di Ragusa guidata dal vice questore Nino Ciavola. Impegnati per giorni con intercettazioni e appostamenti, fino all’arresto della madre, una romena, e di quattro uomini, due dei quali marocchini. Questi ultimi vivevano di giorno con la donna in un fatiscente rudere tra le serre dove due agenti sotto copertura hanno finto di cercare lavoro chiedendo di parlare con il titolare. Epilogo di una inchiesta partita nel mese di marzo, quando la squadra del vice questore Ciavola era impegnata nella lotta al lavoro nero tra i campi del ragusano, contro il fenomeno del caporalato. Durante i controlli fu notata la bambina che si atteggiava come una ragazza già adulta. Ulteriori accertamenti effettuati anche con una serie di intercettazioni hanno consentito di scoprire una sconcertante storia di violenza sessuale. Trovando prove contro il titolare della serra, un uomo di 61 anni, ammanettato come la donna accusata di sfruttamento della prostituzione, i due marocchini e un altro italiano dove la madre della bambina trovava spesso rifugio. Tutti accusati di atti sessuali con minore, dovranno rispondere anche del reato di violenza sessuale per scelta della procura della Repubblica di Catania che ha coordinato l’inchiesta insieme con quella di Ragusa. Fin dalle prime informazioni raccolte, gli investigatori hanno intuito che la piccola era solita avere rapporti sessuali con uomini anche molto più grandi di lei sospettando subito della madre. Uomini incontrati tra le serre dove la bambina veniva mandata a lavorare, pronta a cedere se stessa quando la madre acconsentiva. Anche con un anziano pensionato prossimo ai 90 anni, frequentato all’inizio per fare le pulizie in casa. Poi soddisfatto alla richiesta di prestazioni sessuali, anche solo in cambio per madre e figlia dell’uso della doccia e della cucina per mangiare. Come accadeva in inverno per alcuni proprietari di seconde case sul lungomare di Marina di Acate, pronti a offrire alloggio in cambio di prestazioni. Quanti hanno consumato rapporti sessuali con la minore risponderanno infatti del reato di violenza sessuale anche se non hanno coartato la piccola fisicamente. Questo perché la legge protegge i minori degli anni 14, come precisano in Procura a Catania, “proprio perché non possono autodeterminarsi nel voler consumare un rapporto sessuale, non avendo ancora raggiunto un grado di maturità”. La bambina è stata affidata ad una comunità.

Redazione

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