Per i grillini è iniziata l’estinzione politica. Dopo il voto delle politiche gli italiani hanno tastato con mano i danni arrecati al Paese. Oggi con le elezioni europee hanno riconosciuto che Matteo Salvini è l’unico leader. Un italiano su tre, da Nord a Sud passando dal Centro e dalle Isole, ha dato fiducia al Carroccio. Il presidente del Consiglio ora è tagliato fuori, sarà una sorta di osservatore interno. Conte attende solo di vedere come Salvini dispiegherà la sua azione. Sarà una richiesta da “prendere o lasciare” verso l’altro vicepremier? Infatti, il ministro dell’Interno, potrebbe sciogliere il “contratto” e presentarsi davanti al Paese immune dalla colpa di avere aperto la crisi per calcoli di partito. Per farlo può imprimere la sua linea al Governo fino a costringere i grillini ad assecondarla oppure a chiedere elezioni anticipate. In un modo o in un altro la Lega è pronta a prendersi Palazzo Chigi. Conte potrebbe rimanere al suo posto ma a comandare sarà Salvini. Lo stesso leader della Lega potrebbe accomodarsi sulla sedia di Conte. Oppure andare a nuove elezioni e salire a Palazzo Chigi attraverso il voto. Il punto è se Di Maio, cancellato dalle urne, avrà ancora la forza di accettare le condizioni dell’alleato-avversario. Lo scontro con Salvini ha finito per destabilizzare il ramo sul quale il governo stava appeso. La foto del Paese che le urne consegnano, è però diversa dalla foto di Palazzo, ancora espressione del voto di un anno fa. In Parlamento i grillini hanno il 32%. L’ala movimentista dei grillini ha aperto il processo e spingerà Di Maio a non fare ulteriori concessioni alla Lega, pena la perdita della leadership. Giocare senza carte in mano, mentre Salvini ne ha due, è come dichiarare di avere già perso la partita. Ma anche Salvini non potrà mostrarsi troppo disponibile, anche per lui sono limitati i margini da offrire per la mediazione. Il Capitano può vantare oggi una presa ferrea sul suo gruppo dirigente, ma per evitare la crisi di governo e non riconsegnarsi al vecchio centrodestra, dovrà portare risultati: la Tav, l’autonomia regionale, la separazione delle carriere dei magistrati, una politica economica centrata sulla riduzione delle tasse e che dovrà essere “prioritaria” rispetto alle richieste dei grillini. Il sorpasso del Pd su M5S è un dato che pone inoltre fine al primato del blocco giallo-verde sulle forze della Seconda Repubblica. Ciò diverrà un problema per lo stesso Salvini, se davvero Berlusconi sarà riuscito a restare in piedi. Il capo della Lega vorrebbe evitare il rapporto con Forza Italia, ma non potrà fare a meno di calcolare la somma dei partiti di centrodestra e paragonarla alla somma dei partiti di governo, che in prospettiva tenderà ad essere minoritaria.
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