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Sardegna al voto: chi sono i candidati alle regionali

Oggi, domenica 24 febbraio, si vota in Sardegna. I sardi eleggeranno il presidente di Regione.  La sfida è tra i candidati del centrodestra, del centrosinistra e dei grillini. Il Governatore uscente è Francesco Pigliaru, eletto tra le fila del centrosinistra. I grillini alle politiche del 2018 raccolsero oltre il 40% dei voti in terra sarda. Il favorito, sondaggi alla mano, è il centrodestra di Christian Solinas.

La legge elettorale sarda prevede un unico turno. Non ci sarà quindi ballottaggio. Viene proclamato Governatore il candidato che prende più voti. Se il candidato raccoglie tra il 25% e il 40% dei voti, avrà un premio di maggioranza grazie al quale le sue liste otterranno il 55% dei seggi. Se supera il 40%, i seggi saranno il 60%. Se nessun candidato dovesse raggiungere almeno il 25%, non ci sarà alcun premio di maggioranza. Saranno eletti 60 consiglieri regionali. C’è la possibilità di voto disgiunto. Quindi è possibile votare un candidato presidente e anche una lista che non è a lui collegata. Si può esprimere la preferenza per la lista. La soglia di sbarramento è al 10% per le coalizioni e al 5% per le liste. Si vota dalle 6:30 alle 22, ma lo scrutinio inizierà solo il lunedì mattina.

Christian Solinas sarebbe in vantaggio rispetto agli altri, ottenendo il 35% dei voti. A sostenerlo la coalizione di cui fanno parte Lega, Fi, FdI e Partito Sardo d’azione. Il candidato è stato scelto dalla Lega ed è il segretario del Partito sardo d’azione che alle politiche ha fatto un accordo proprio con il partito di Matteo Salvini. Dietro di lui, secondo i sondaggi, c’è il candidato del centrosinistra, Massimo Zedda, sindaco di Cagliari. Fanno parte della sua coalizione il Pd, Leu, +Europa e molte liste civiche. È dato intorno al 30% dai sondaggi. Poco dietro troviamo Francesco Desogus, bibliotecario di Cagliari candidato con il Movimento 5 Stelle.

Corrono alla carica di presidente anche Vindice Lecis, Sinistra sarda-Rifondazione comunista; Paolo Maninchedda – Partito dei sardi: Andrea Murgia – Autodeterminazione; Mauro Pili – Sardi liberi. Tra questi l’unico dato a buone percentuali è Pili, intorno al 5%. Tutti gli altri sono sotto il 3%. Per quanto riguarda i partiti, i sondaggi delle scorse settimane davano in testa il M5s con il 23%, seguito dalla Lega (15%) e dal Pd (12%).

Alle scorse elezioni regionali (febbraio 2014) vinse Francesco Pigliaru, candidato del centrosinistra. Il Pd fu il primo partito della sua coalizione con il 22%. Dietro di lui arrivò Ugo Cappellacci, del centrodestra, con il 39,6%. Forza Italia raccolse il 18,5%, Fratelli d’Italia meno del 3%, mentre la Lega non si presentò. Così come non si presentò nessun candidato per il Movimento 5 Stelle. Altri candidati erano Michela Murgia (10,3%) e Mauro Pili (5,7%).

Il voto del 4 marzo 2018 ha visto una situazione ribaltata rispetto alle regionali del 2014. Alla Camera netta affermazione del Movimento 5 Stelle, con il 42,5% dei voti. Lontano il centrodestra, che si è fermato al 31%. All’interno della coalizione si registrava il 14,8% per Forza Italia e il 10,8% della Lega, con Fratelli d’Italia al 4%. Il centrosinistra ha subito invece un crollo, fermandosi al 17,7%, con il Pd al 14,8%. Indietro anche Liberi e Uguali, al 3,1%.

Redazione

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