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Vietati cellulari nelle classi per tutti: ecco cosa cambia

In arrivo una rivoluzione tra i banchi di scuola. Sarà infatti disposto il divieto “salvo casi particolari specifici, di utilizzo del cellulare e di altri dispositivi elettronico-digitali nei luoghi e negli orari dell’attività didattica”. La Commissione cultura della Camera ha avviato l’iter della proposta che riporta l’educazione civica nella scuola primaria e secondaria. Proposta, portata avanti dal leghista Capitanio, che sarà integrata da altri testi depositati. Sono quelli della Lega (onorevole Latini) e di FI (l’ex ministro dell’Istruzione Gelmini) che dispongono l’inibizione dei cellulari nelle classi anche per i professori. La discussione su questo punto è avviata, con la maggioranza che intende recepire questa modifica. L’ipotesi è quella di lasciare i cellulari in presidenza e per le chiamate di emergenza far riferimento alle segreteria. Idea che farà discutere genitori e personale docente e che è stata già illustrata dai proponenti. Nel frattempo in Commissione cultura è stato nominato il relatore della legge che reintroduce l’educazione civica. Sarà la leghista Colmellere. Per il primo anno è escluso che venga introdotta un’ora in più nell’orario scolastico ma il confronto è aperto. Si discute anche su chi dovrà portare avanti l’insegnamento dell’educazione civica. Al momento si prevede che siano gli insegnanti già previsti, ma c’è chi sostiene che debbano essere introdotte ulteriori figure professionali. La proposta di Capitanio parte dalla convinzione che “l’insegnamento dell’educazione civica debba servire non solo ad avvicinare i giovani alla conoscenza delle istituzioni, ma anche a sensibilizzarli alla solidarietà, accompagnandoli in percorsi di coesione sociale. L’educazione civica – si legge nel testo – deve pertanto facilitare l’inserimento dei giovani nel mondo del volontariato e la loro integrazione con le persone con disabilità”. La proposta è composta da 4 articoli. Si stabilisce un monte ore annuale di 33 ore, “da affidare ai docenti dell’area storico-geografica nelle scuole secondarie di primo grado e ai docenti dell’area economico-giuridica nelle scuole secondarie di secondo grado”. È previsto che nella scuola secondaria di primo grado l’educazione civica sia “oggetto di esame di fine ciclo”. Si istituisce inoltre un premio annuale per l’educazione civica “destinato a premiare le esperienze migliori in materia di educazione civica in ogni ordine e grado di istruzione”. Per l’ex ministro Gelmini occorre trasferire ai giovani “un insieme di regole di convivenza e di rispetto dell’altro, in funzione di prevenzione e di contrasto di condotte suscettibili di degenerare in bullismo e cyberbullismo”. La capogruppo di FI chiede che l’insegnamento dell’educazione alla cittadinanza attiva avvenga “anche attraverso attività extrascolastiche da svolgere presso uffici pubblici, istituzioni, fondazioni e istituzioni culturali”.

Redazione

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