Sei mesi insieme ai grillini sono davvero troppi. Difficile sorridere di fronte alla loro incapacità a governare, alle gaffe, alle proposte assurde, ai manettari a tutti i costi. Matteo Salvini è davvero stufo. Non può certo trasformarsi in San Matteo! Del resto anche gli italiani si sono resi conto di cosa stanno passando i romani. E stanno aspettando le urne per spazzare via i grillini e le loro illusioni elettorali. La Lega di Matteo Salvini non ha dubbi. Per i grillini è giunta l’ora di “darsi una regolata”. Il pensiero del sottosegretario alla presidenza Giorgetti è condiviso dal suo segretario, che aspetterà gennaio per parlarne con l’altro vice premier.
Il Capitano si aspetta che il grillino favorisca la riduzione del deficit di un altro zero virgola zero, abbassando le pretese sul reddito di cittadinanza, “visto che noi abbiamo già contribuito” sulle pensioni. Una volta portata a casa la manovra, i grillini dovranno stare al loro posto. Nel mirino anche Conte che ha sbottato: “Non voglio che il mio nome venga associato a una procedura d’infrazione contro l’Italia”. A via Bellerio ritengono che “Conte gioca una partita tutta sua. È in cuffia con il Quirinale, come Ambra con Boncompagni”. Serve “darsi una regolata”.
Giorgetti ha sganciato “la bomba” sul reddito di cittadinanza, “che rischia di incentivare il lavoro nero”. L’eminenza grigia del partito ha spiegato a chiare lettere che questo provvedimento è dannoso e si tratta solo di uno dei tanti capricci dei grillini. I grillini temono le elezioni anticipate o la scalata al potere di Matteo Salvini con un governo di centrodestra che trovi facilmente i numeri in Parlamento. Così l’avviso: “Se questo governo dovesse cadere, spero che in quel momento la parola torni agli italiani”. “Spero” inteso come rispetto verso il Colle e le sue prerogative. Del resto Salvini teme che “Mattarella non farebbe votare con una Lega al 30%”.
Il Capo del Carroccio non vorrebbe arrivare a Palazzo Chigi senza passare per le urne. Ma Silvio Berlusconi insiste e spiega che l’operazione andava già fatta sei mesi addietro. C’è anche un’altra partita, quella dell’andare “ognuno per conto proprio”. Perché Salvini punterebbe anche ai voti dei delusi dai grillini (almeno il 10-15%) mentre Berlusconi guarderebbe ai voti dei moderati. I forzisti definiscono oggi Salvini come un “situazionista”. E votando a marzo farebbe il pienone di voti alle politiche e poi alle europee. Il contratto di governo non esiste. Secondo Giorgetti e Salvini “bisogna darsi una regolata”. “Perché un conto è quanto abbiamo scritto insieme in quel testo, altra cosa è tradurlo poi in norme di legge”.
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