Crotone, i pescatori hanno diritto alle Royalties lo afferma il Ministro del lavoro e delle politiche sociali

Nella Città con il più alto tasso di disoccupazione giovanile e con la minore percentuale di occupati rispetto al resto d’Italia, non più mancare l’assistenza economica da parte dello Stato per alleviare o bloccare l’ascesa della povertà. Crotone sta vivendo il suo peggiore momento in fatto di lavoro e attività produttiva. Non c’è settore che non sia interessato alla riduzione del personale o alla dismissione di alcune attività. In questo periodo l’attività più “martoriata” è quella della pesca. La provincia di Crotone è sempre stata tra le più produttive con centinaia di occupati. Negli ultimi anni si è invertita la rotta e riesce a rimanere ancora a galla grazie alle Royalties, quando vengono erogate. Dal 2014 il settore della marineria non riceve alcun contributo. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, alla richiesta di parere del Prefetto Cosima Di Stani, risponde che i pescatori hanno diritto alle Royalties. In questa direzione si è già espressa la Commissione Europea, in relazione all’interpellanza dell’europarlamentare del M5s Laura Ferrara (IT E-004042/2018 risposta di Karmenu Vella 11.9.2018). Le Royalties a sostegno del reddito dei pescatori, è stato già ribadito dal Ministero, si configurano come un parziale ristoro per il mancato pescato, conseguente alla riduzione dell’area di pesca per la presenza delle piattaforme ENI nel compartimento marittimo di Crotone. Si ricorda che dal 2014 i pescatori non percepiscono più l’indennizzo risarcitorio. Con o senza Accordo di Programma, Regione e Comune non possono più sottrarsi alle loro responsabilità ed appellarsi all’alibi degli aiuti di Stato. Il M5s da tempo si occupa dei gravi e rilevanti problemi economici ed occupazionali che interessano l’intero settore della pesca crotonese, che annovera circa 400 operatori, oltre l’indotto, e versa in una grave situazione, considerato anche il ciclico fermo biologico e gli alti costi di esercizio (carburante, salari). Il risarcimento “dovuto” risulterà certamente una necessaria boccata d’ossigeno per poter continuare l’attività. Si attende che Comune e Regione, per le rispettive competenze, adottino finalmente atti amministrativi conformi ad una cornice giuridica appropriata, che consenta la giusta erogazione dei diritti spettanti ai pescatori.

Redazione

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