Lutto nel cinema italiano. E’ morto a 77 anni Bernardo Bertolucci, uno dei più grandi registi al mondo. Autore di capolavori come “Ultimo tango a Parigi”, “Novecento” e “L’ultimo imperatore” (il film nel 1987 vinse 9 Oscar) tanto per citare qualche esempio. Un maestro in grado di toccare l’anima delle persone ma anche di influire sulla società con le sue opere che sono riuscite a infrangere diversi tabù. E’ morto a Roma dopo una lunga malattia. Entrò in contatto con Pier Paolo Pasolini. Fu suo assistente nella pietra miliare “Accattone”, ottenendo inoltre proprio da Pasolini il suo primo incarico da regista nel 1963 con “La commare secca”. Il film fu il suo lasciapassare per il milieu intellettuale, permettendo a Bertolucci di ripetersi nel 1964 con “Prima della rivoluzione”. Insieme a Sergio Leone e Dario Argento, Bertolucci firmò la sceneggiatura di “C’era una volta il West” e fu il padre degli spaghetti western ad insegnargli l’uso della cinepresa come occhio privilegiato di un rito collettivo. Scelse la capitale francese come set di “Ultimo tango a Parigi”, atto d’amore per la Nouvelle Vague. Per il film ottenne la collaborazione di Marlon Brando, mentre per la protagonista femminile scritturò la sconosciuta Maria Schneider. Il film scandalizzò il mondo intero per le sue immagini forti, che valsero al regista un processo e una condanna in patria, oltre al il rogo simbolico delle copie del film. “Amavo e amo la libertà e sono sempre stato contro ogni forma di censura – ha dichiarato Bertolucci – Allora pensavo che il mio destino fosse accomunato a quello di Pasolini e mi sentivo un eroe maledetto. Oggi la vedo diversamente, ma se il mio film ha qualche merito, ci conto anche quello di aver infranto tabù anacronistici”. Il film lo proiettò nell’industria americana del cinema, ma Bertolucci seppe piegare gli Studios alla logica europea. Portò Robert De Niro, Burt Lancaster e Sterling Hayden nella pianura padana, travestendo Donald Sutherland da fascista al fianco della musa Laura Betti. Sono queste le basi di “Novecento”, cui seguirono il leggendario “Ultimo Imperatore” (premiato con ben nove Oscar nel 1987), “Il te nel deserto” (1990) e “Piccolo buddha” (1993). Nel 2003 torna sul tema dell’utopia con “The Dreamers”. “Io continuo ad avere l’illusione che un giorno le culture si innamoreranno una dell’altra – dichiarò il regista – Credo fortemente nell’innamoramento delle culture anche se in realtà in Italia vediamo che per esempio tutto questo è rifiutato. Lo vediamo con l’aumento della xenofobia”. L’ultimo film di Bernardo Bertolucci è “Io e Te” del 2012, tratto dal romanzo di Nicolò Ammanniti.
C’è il racconto di una vita, ma anche il legame profondo con una terra ricca…
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sui disordini avvenuti a Bologna dopo la…
Con l’aumentare delle temperature siamo tutti più sotto stress, ma non siamo i soli. Anche…
Un progetto nato tra i banchi di scuola diventa una pubblicazione scientifica riconosciuta a livello…
In un sistema complesso come quello del gambling online è cruciale per gli addetti a…
Gli scontri di Bologna accendono lo scontro politico. Roberto Vannacci interviene con un duro post…