Milano. Marco, Marianna, Mario e Marika protagonisti dell’opera di Davide Rossi

“Ho paura di vivere, di estendere i miei orizzonti, di lasciare che il tempo passi come naturale conseguenza dell’esistenza…”. Non lo dicono mai i protagonisti del romanzo “E alla fine c’è la vita”, ma lo pensano, lo dimostrano, e seppur mal celino sensazioni e paure, lo vivono quotidianamente. Marco, Marianna, Mario e Marika incarnano una generazione intera di disillusi, presi a scarpate metaforiche dalla nostra società, a cui è stato negato un futuro, proibita un’esistenza e annientato l’individuo. Costretti più a resistere che a esistere, deambulano incerti e grevi in mezzo a ombre più che persone, alla continua ricerca di una routine che li salvi da se stessi. Droga, sesso e alcol sono i biglietti di sola andata per universi accattivanti e paralleli, che sembrano offrire un comodo rifugio in tempi nemici. Azioni che si ripetono, che diventano normalità, tanto da far sembrare eccezionale lo scontro duro e improvviso con la realtà, violenta e inaspettata, che li costringerà a riemergere dagli abissi in cui erano finiti, per una boccata di ossigeno che risponde al nome di cambiamento. Vite estreme quelle raccontate da Davide Rossi, che ambienta il suo romanzo di esordio in una Pavia psichedelica e conturbante, che ti ammalia con i suoi vizi e suoi eccessi, che mal celano le inquietudini e il disagio di questi giovani universitari allo sbando. A fare la differenza, però, è la struttura: descrizioni minimali, con al centro dell’attenzione i dialoghi, alle volte volutamente banali in un’ostentata ricerca dell’iper realismo. Un ritmo veloce in un turbinio di fotogrammi che attraversano sette giorni della vita di questi ragazzi, decisivi per il loro passaggio all’età adulta. Un romanzo che è un film, nella forma e nel viverlo e leggerlo, che catapulta il lettore con la fantasia direttamente a Ellis con i suoi universitari americani, facendoci dimenticare che qui siamo a Pavia, e che la vita ovunque ti travolge, impetuosa e irrazionale. L’8 novembre alle ore 19.00 presso lo Scriptorium Cafè a Milano, nell’ambito di un evento che prevede la partecipazione dello speaker radiofonico Enrico Redaelli, ci sarà la presentazione del romanzo “E alla fine c’è la vita”.

Redazione

Recent Posts

Trento Sotterranea: archeologia, storia e misteri sotto la città

Trento Sotterranea rappresenta un lato affascinante e poco conosciuto della città, un viaggio tra archeologia,…

2 ore ago

Meloni: “Dall’Ue 14 miliardi per contrastare il caro energia. L’Italia ha fatto valere i propri interessi”

La Commissione europea ha accolto la richiesta dell’Italia di ottenere una maggiore flessibilità di bilancio…

5 ore ago

Provincia di Crotone il Presidente Antonio Ammirati assegna le deleghe ai Consiglieri

Provincia di Crotone il Presidente Antonio Ammirati assegna le deleghe ai Consiglieri A distanza di…

6 ore ago

Unipg, arte e tecnologia si incontrano nelle “Soglie del Fare”: il FabLab come nuova frontiera della creazione contemporanea

L’arte del XXI secolo nasce sempre più spesso dall’incontro tra creatività umana e innovazione tecnologica.…

8 ore ago

Energia, l’Ue apre alla flessibilità fiscale: fino allo 0,6% del Pil in tre anni per accelerare la transizione energetica

La Commissione europea propone una nuova forma di flessibilità fiscale per aiutare gli Stati membri…

10 ore ago

Perugia. Arte e artigianato, il dialogo che genera senso: riflessioni tra ceramica, memoria e creatività contemporanea

PERUGIA – L'arte e l'artigianato non come mondi separati, ma come linguaggi complementari capaci di…

11 ore ago