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Piastra per capelli: i consigli per sceglierla

Strumento ormai irrinunciabile per la maggior parte delle donne, la piastra per capelli si può rivelare una preziosa alleata per la bellezza, ma anche una nemica della salute della chioma: ecco perché è importante non solo sapere come utilizzarla, ma anche conoscere le più importanti caratteristiche che devono essere prese in considerazione in vista di un eventuale acquisto. Negli ultimi tempi, per esempio, sta conoscendo una certa diffusione la piastra a vapore, che si caratterizza per la presenza di un serbatoio che deve essere riempito con acqua. Questo tipo di strumento deve essere impiegato in abbinamento con dei prodotti alla pro-cheratina, vale a dire un sostituto artificiale della cheratina naturale dei capelli, che ha bisogno del vapore per attivarsi e per riuscire a entrare all’interno della fibra capillare. Perché scegliere una piastra a vapore Nel caso in cui si decida di comprare una piastra per capelli a vapore, sono numerosi i vantaggi di cui si può beneficiare: il vapore stesso favorisce l’applicazione della cheratina, che protegge e ristruttura i capelli nel momento in cui essi vengono stirati. Ciò vuol dire che i danni che potrebbero essere causati dallo shock termico dovuto alle alte temperature sono limitati, dal momento che la capigliatura è ben più idratata e non subisce danni per colpa dell’umidità. Il motivo è presto detto: i capelli sono già saturi di umidità e quindi non possono assorbirne ulteriormente, così che non rischiano di gonfiarsi. C’è da tener presente, comunque, che almeno per il momento i prezzi delle piastre a vapore sono piuttosto alti, paragonabili a quelli delle piastre professionali. Come si modifica la temperatura? Se si è in cerca di una piastra che permetta di non rovinare i capelli, si è destinati a rimanere delusi: allo stato attuale uno strumento di questo tipo non esiste, anche perché il calore è l’elemento base del funzionamento di una piastra di qualità. Ciò non vuol dire che non sia possibile tentare di contenere i danni: per riuscirci è essenziale selezionare la temperatura più appropriata in funzione della tipologia di capello con cui si ha a che fare. Di conseguenza, non si può fare a meno di scegliere una piastra che consenta di modificare la temperatura a seconda delle esigenze. Va detto che esistono anche prodotti di fascia alta che pur non permettendo di regolare la temperatura sono in grado di mantenerla costante, più o meno sui 185 gradi, proprio per evitare di rovinare i capelli. Da evitare sono, invece, tutte quelle piastre che garantiscono di poter raggiungere i 400 gradi, visto che si tratta di una temperatura che non è per niente adatta ai capelli. Al massimo si dovrebbe arrivare a 230 gradi, ma anche questo è un valore limite, da impostare unicamente in presenza di capelli ricci e molto resistenti, e dunque difficili da acconciare. Una stiratura più che buona, comunque, nella maggior parte dei casi è possibile già sui 130 gradi. Qual è la temperatura migliore? Gli esperti raccomandano di preferire la temperatura più bassa a seconda del tipo di capello: per una capigliatura rovinata o fine non si dovrebbe mai andare oltre i 140 gradi, mentre si può rimanere tra i 150 e i 160 gradi per una capigliatura normale. Solo con dei capelli normali mossi si può salire fino a 170 o 180 gradi, mentre i 200 gradi possono essere sfiorati unicamente con una chioma mossa e caratterizzata da capelli grossi.

Redazione

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