Cinquantina persone ferite, 18 morti incluso l’attentatore. E’ il drammatico bilancio della sparatoria all’interno dell’istituto politecnico di Kerch, in Crimea, la regione ucraina annessa dalla Russia. Tutto ha avuto inizio con l’esplosione di un “ordigno non identificato” avvenuta nella caffetteria della struttura intorno alle 12, ora locale. Poi la sparatoria. Secondo quanto affermato dalla polizia, l’attentatore è uno solo. Si tratta di un giovane di 18 anni, che poi si è suicidato. Il governatore della regione, Sergei Aksyonov, ha smentito alcune testimonianze, secondo cui c’erano “diversi uomini a volto coperto che correvano e uccidevano all’impazzata”. Oltre 200 militari del distretto militare del sud e circa 10 mezzi pesanti sono stati inviati nella città russa su ordine del comandante delle forze armate del distretto. Il comitato investigativo russo annuncia che sta trattando l’attacco come un caso di omicidio e non più come un attentato terroristico.
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