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Qual è il percorso per diventare dentista?

Il percorso formativo che deve essere seguito da chi vuol diventare dentista inizia, ovviamente, con il conseguimento del diploma di scuola superiore, che dà diritto a iscriversi all’università. La facoltà da scegliere è quella di odontoiatria, ma è bene essere preparati a una selezione all’ingresso che si dimostra molto dura: ogni anno, infatti, i corsi di odontoiatria e protesi dentaria accolgono più o meno il 5% degli aspiranti studenti, praticamente 2 candidati su 40. Se, però, si è bravi e fortunati nel riuscire a superare questo ostacolo, ci si può dedicare allo studio avendo la certezza di poter contare su ottime chance di successo: non è un caso, d’altro canto, che la competizione tra le potenziali matricole sia molto accesa, con i test di accesso che più che prove selettive vengono considerate, in molti casi, una lotteria. I test consistono in quiz a risposta multipla per un totale di 60 domande con 5 possibilità di risposta: la loro durata è di un’ora e mezza. Una strada irta di ostacoli Quella della formazione odontoiatrica è, dunque, una strada che presenta non pochi ostacoli. Detto del test di ingresso, c’è da tenere conto anche del tirocinio professionalizzante, anche se a ben vedere il passaggio che desta più preoccupazioni è quello relativo all’esame di abilitazione. Il corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria ha una durata di cinque anni ed è stato introdotto nel nostro Paese in tempi relativamente recenti. Il percorso formativo si basa su un totale di 360 crediti. Non è detto, comunque, che un dentista debba essere per forza laureato in odontoiatria e protesi dentaria: una strada alternativa è quella che porta alla laurea in medicina e chirurgia. Per poter operare, egli è tenuto a registrarsi presso l’Ordine dei Medici nell’Albo Odontoiatri della provincia di riferimento: la sua competenza e la serietà dei suoi comportamenti saranno monitorati dall’ordine. Dopo la laurea Un dentista può lavorare in una struttura pubblica, in uno studio privato o in entrambi i contesti. Egli ha l’obbligo di aggiornarsi con regolarità tramite i cosiddetti corsi ECM, cioè Educazione Continua in Medicina, così come di informarsi a proposito delle normative in vigore a proposito degli strumenti che può utilizzare per tutelare i suoi pazienti, delle procedure di sterilità e igiene degli ambienti e di tutela della privacy. Non è superfluo sottolineare che gli odontoiatri sono tenuti a rispettare delle norme deontologiche ben precise, anche perché hanno giurato di offrire le proprie competenze a favore della salvaguardia della salute e del benessere dei pazienti. Che cosa fa il dentista? Che si parli di odontoiatra o di dentista, il concetto è sempre lo stesso: si tratta di un professionista sanitario che ha il compito di diagnosticare, di trattare e di curare le patologie, i disturbi e le anomalie del cavo orale, siano essi acquisiti o congeniti. Il dentista non si occupa solo dei denti, quindi, ma anche delle mascelle e dei tessuti della bocca, a iniziare dalle gengive. La riabilitazione e la prevenzione odontoiatrica rientrano, a loro volta, tra le competenze di un odontoiatra, la cui figura e le cui mansioni non devono essere confuse con quelle di un odontotecnico. Costui, infatti, è un artigiano specializzato, dotato di un diploma ottenuto in un istituto professionale per l’industria e l’artigianato: il suo compito è quello di realizzare le protesi dentarie che gli vengono ordinate dal dentista. Ciò vuol dire che un odontotecnico non è assolutamente legittimato a operare nel cavo orale di una persona, dal momento che il solo medico professionista della salute della bocca è il dentista.

Redazione

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