A complicare la vita degli studenti universitari fuori sede, oltre ai temutissimi esami universitari, vi sono tutte le difficoltà del vivere, per la prima volta, fuori casa. Ferrara, città universitaria dalla storia ultracentenaria, ha assistito, nell’Anno Accademico 2017/2018, ad un boom di iscrizioni l’Università degli Studi di Ferrara. Grazie all’apertura di alcuni corsi fino all’anno scorso a numero chiuso (come quelli di Scienze Biologiche, Biotecnologie, Economia e Management), ad innovative azioni di marketing e comunicazione e al forte abbassamento delle tasse universitarie, l’UNIFE ha registrato un fortissimo aumento delle iscrizioni. Rispetto allo scorso anno, infatti, sono quasi 8.000 i nuovi studenti immatricolati, per un totale di circa 20.000 iscritti, di cui più di 17.000 attivi. Un risultato che non poteva passare inosservato, anche perché una mole così ampia di nuovi arrivi in città comporta delle inevitabili conseguenze. Gli studenti universitari, come chiunque, hanno bisogno di un tetto sotto cui vivere, di strutture e servizi, anche solo, banalmente, in cui mangiare, studiare, divertirsi o con cui spostarsi. L’ambizioso progetto di Ferrara. La città emiliana è ben focalizzata sull’obiettivo di rendere questo il primo passo di un’espansione ben più ampia, ramificata e onnicomprensiva, che arrivi, giusto per dare un dato, a servire adeguatamente almeno 20.000 studenti fuori sede attivi all’UNIFE. L’idea di veder crescere non solo l’Università, ma l’intera città con essa, di generare una sorta di sviluppo congiunturale tra Ateneo e Territorio, ha stuzzicato il palato fino dall’Amministrazione comunale, ma non solo. È in questo modo che è nato il protocollo d’intesa “Ferrara CittAteneo”, l’accordo firmato lo scorso 28 giugno tra l’Università degli Studi di Ferrara, il comune e ER.GO. (l’Azienda Regionale per il diritto agli Studi Superiori), che ha lo scopo di attuare in modo sinergico azioni per soddisfare le esigenze di alloggi, ristorazione, trasporto e ulteriori servizi. Il protocollo sarà attivo per almeno 3 anni accademici, durante i quali si metteranno in campo risorse, idee ed energie per unire l’intera popolazione universitaria, non solo studenti, ma anche docenti e personale, con la realtà della vita a Ferrara. Alla conclusione di questo triennio, in base ai risultati raggiunti, i principali attori del protocollo si riservano il diritto di rinnovare l’accordo, sperando di parlare di nuove iniziative e di numeri ancora maggiori.
Ancor prima che il protocollo venisse firmato, ER.GO. già si preparava alla sfida: uno dei principali problemi riscontrati è quello dell’insufficiente numero dei posti letti disponibili per una fetta di popolazione così mutevole e dinamica. L’Azienda Regionale per il diritto agli Studi Superiori si era impegnata a realizzare 271 posti letto, arrivando a metterne a disposizione degli studenti ben 285.
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