A un certo punto capita di guardare in dietro e le vedi cose, ancora lì con il loro essere, con il loro esistere dietro una vetrina poco illuminata, disordinata di tante altre cose ormai ammuffite sul svanire. Capita, e quando capita, penso a un inganno della memoria. Di là, sulla parete davanti alla scrivania, un grande specchio, da cui alzando gli occhi nelle giornate buone, posso guardare il mare; l’odore forte di tabacco, un bicchiere vuoto, e una penna abbandonata su dei fogli ai quali avrei dovuto consegnare le rime di una poesia. Le mie cose migliori sono l’assenza da me stesso, le grandi fughe, le mie evasioni, i miei viaggi nello spazio a bordo della “ Pegasus “. Le peggiori sono quei vincoli e quelle costrizioni che in qualche modo, “ incrapettandomi” mi costringono a rimanere prigioniero qui, in questo sistema ormai insopportabile, ove quando va bene si può incontrare la bruttezza. Con la “ Pegasus” ormai da tempo ho superato il –punto di non ritorno- e di quegli spazi conosco ogni latitudine, ogni anfratto; ed è in queste distanze che ogni mio sentire si origina, si quieta nelle solitudine di cui non posso ormai farne a meno. Mi giro e mi guardo in quella stanza di follie, ove tutto è possibile perfino il sognare ad occhi aperti, tutto è così reale, così possibile che vien voglia di allungare le mani per prendere o abbracciare, stringere un viso da baciare, capelli da accarezzare. Mi giro e mi vedo vecchio, allo specchio! Come sono invecchiato, deformato nelle mie fattezze! Mi guardo e non mi riconosco, sento tutta la lontananza da quel mondo che mi rifiuta e preferisce gli uguali, alla stessa maniera, disorientati e inzuppati di stupidità, di poca dignità. Mi sto accingendo alla precipitazione in un baratro di assoluta libertà di pensiero, come fosse sabbia di una clessidra, una corsa inarrestabile in quel che sono, questo io sono. Ma in fondo a tutto c’è quella mia “ sconsiderata” coscienza che mi vuole e mi ama, mi adduce a lunghi silenzi, la mia fantastica visione dell’amore. La guardo e lei sa cosa le sto dicendo, l’ascolto e non mi stancherei di ascoltarla, la mia “ sconsiderata “ funambola pazzamente innamorata della vita. Io e lei dietro una vetrina nascosti agli occhi ci amiamo sicuri della nostra eternità, da quella ingenua promessa – per sempre- e per sempre sarà. Ma ……. se appena mi sfiora ….! E’ vita.

Redazione

Recent Posts

Deepfake: cosa sono, come funzionano e perché stanno cambiando il modo in cui percepiamo la realtà

I deepfake sono contenuti multimediali – video, immagini o audio – generati o modificati attraverso…

51 minuti ago

Lega Pro terza giornata girone C il Crotone recupera il doppio svantaggio al Barletta nello spazio di tre minuti

La traversa dice no al gol del successo pitagorico. Quattro gol tutti nella ripresa quando…

3 ore ago

Florovivaismo, Confai: innovazione e formazione per rafforzare la filiera

Pietro Cattaneo: «Il nuovo quadro normativo può favorire una maggiore integrazione tra imprese e competenze»…

9 ore ago

A tu per tu con Annick Van Couwenberghe: il legame con i Festival e i nuovi progetti, tra cinema e serie TV

Attrice poliedrica e volto noto del piccolo schermo belga, Annick Van Couwenberghe si racconta in…

12 ore ago

Quando un nome diventa una notizia: il confine tra informazione, economia e valore dei brand nell’era dell’AI

C'è un momento, nel lavoro di un editore, nel quale una domanda diventa inevitabile: che…

16 ore ago

Argentina, la ricchezza sotto terra può cambiare il futuro del Paese: il geologo Calegari svela il potenziale di petrolio, gas e minerali

Dalla Patagonia a Vaca Muerta, passando per le risorse minerarie della Cordigliera e arrivando alla…

18 ore ago