Milano. “Mi sento cresciuta a livello musicale e vivo questo disco come un avvenuto cambiamento dentro di me: rappresenta la mia crescita, ecco perché è importante per me”. È la sintesi fatta da Joan Thiele alla presentazione del nuovo album “Tango” pubblicato il 15 giugno esclusivamente in digitale su tutte le piattaforme. “Tango” contiene undici tracce e il titolo rimanda alla parola latina e ai suoi molteplici significati, da emozionare a toccare, commuovere, ammaliare, sedurre. “Sì, non mi riferisco al ballo anche se vi si collega – ha confessato – Per me rappresenta toccarsi, emozionarsi, arrivare alle persone: è nato due anni fa in Colombia, in una città vicino a Bogotà dove vive mio padre, un viaggio molto forte per me che mi ha portato ad affrontare le mie paure: è importante perché me ne sono liberata e sono nate queste canzoni che esprimono tutto quello che avevo dentro”. Le canzoni sono state registrate in parte sul Red Bull Music Studio, uno studio di registrazione mobile posizionato per l’occasione nella campagna fuori Milano. “L’esperienza con questo studio mobile è stata molto bella – ha rivelato – Per un mese e mezzo siamo stati in aperta campagna, nel verde, vicino alle mucche, lontano dal frastuono del traffico e siamo andati avanti con i panini della fattoria. Questa oasi ci ha caricati e è nata una collaborazione con amici e colleghi come gli Etna, insieme ai quali ho curato la produzione dei pezzi, e gli ingegneri del suono Donato Romano, Carlo Zollo e Chris Tabron, che ha anche mixato alcuni brani del disco”. “Tango”, anticipato dai singoli “Armenia”, “Fire” e “Polite”, è un album volutamente eterogeneo, con due anime ben distinte che interagiscono tra loro. “È un album di condivisione – ha spiegato – la parte più acustica è vicina alla natura cui invidio a mio padre, mentre quella elettronica si accosta alle sonorità europee che toccano mia madre”. Joan gioca molto con i suoni, prova a trovare una strada tutta sua e a unire paesi lontanissimi, mischiando tra loro influenze sudamericane (“Blue tiger”, “Azul”, “Lampoon”), super european (“Mountain of love”, “Tango”, “Ways” e “Polite”) e africane (“Armenia quindio” che è un tamburo del Sud America, dei semi africani, voci di bambini e un sintetizzatore). Le canzoni raccontano storie vere, ma lo fanno attraverso immagini simboliche e metaforiche.
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