Milano. Una domenica tra esotismo e favole

Per il secondo appuntamento della nuova stagione di Palazzo Marino in Musica, intitolata “Sentieri d’oriente” e dedicata alle relazioni e agli scambi musicali fra oriente e occidente, il Conservatorio G. Verdi di Milano propone, domenica 3 giugno, alle ore 11:00, un viaggio attraverso alcune delle più affascinanti opere nate nel solco dell’Orientalismo musicale di fine Ottocento e inizio Novecento: dalle atmosfere esotiche e sognanti del personaggio di Shéhérazade e dal soave notturno d’amore delle Chansons madécasses di Maurice Ravel, alla candida poesia delle Tre liriche giapponesi di Igor Stravinskij, fino Madama Butterfly e Turandot di Giacomo Puccini, provenienti da fiabe e leggende dell’estremo oriente. Il programma, eseguito dai migliori allievi del Conservatorio di Milano, propone tre autori che, insieme ad altri compositori europei, rivolsero lo sguardo a Oriente, scoprendo, immaginando, sognando e, allo stesso tempo, costruendo l’alterità sonora orientale, per ritrovare quei desideri, quell’alone favoloso e quell’aura di purezza incontaminata che sembrava perduta nel vecchio continente. Momento emblematico della scoperta europea della musica dell’oriente, fu l’Esposizione universale di Parigi del 1889, quando tutti i più importanti compositori francesi, primo fra tutti Debussy, entrarono in contatto con strumenti e sistemi armonici diversi da quelli occidentali, rimanendone fortemente suggestionati. Il compositore, come il poeta, divenne così colui che evoca culture lontane ed esprime in musica quello che le parole non possono dire. L’Orientalismo musicale, rivela anche un desiderio profondo di superamento dei rigorosi canoni della musica occidentale, attraverso il frequente inserimento di materiali musicali autentici provenienti dall’oriente, come i temi cinesi inseriti nelle opere di Puccini. Protagoniste divengono bellissime ed esotiche figure femminili, portatrici di una sensualità attraente e, insieme, temibile. Come Shéhérazade, principessa persiana protagonista delle “Mille e una notte”, che ispirò il trittico raveliano, composto nel 1914 sui poemi orientali di Tristan Klingsor, nei quali vengono evocate le incantate città di Persia, con i loro colori cangianti e le atmosfere sognanti e misteriose; al viaggio fantastico segue un languido canto amoroso sulle note del flauto fino ai seducenti contorni femminili dipinti nella terza lirica. Di Ravel verranno eseguite anche le Chansons madécasses, composte tra il 1925 e il 1926 su versi di Evariste-Désiré Parny de Forges, ispirate ai canti del Madagascar, in una delle quali viene celebrata un’altra figura femminile, la bella Nahandove. L’esplosione della primavera, il candore dei fiori bianchi, la quiete e la grazia della natura sono invece il tema delle Due poesie di Konstantin Bal’mont e delle Tre poesie della lirica giapponese composte da Igor Stravinskij tra il 1912 e il 1913, queste ultime sulla traduzione russa di A. Brandt da un’antica raccolta di hai kai, brevi componimenti poetici giapponesi. Il programma arriverà poi alla Cina favolosa della Turandot di Puccini, con le celebri arie Signore, ascolta! e Nessun dorma, per concludersi, infine, con i duetti Una nave da guerra…Scuoti quella fronda ciliegio e Bimba dagli occhi pieni di malia e l’aria Addio fiorito asil tratti dalla “tragedia giapponese” Madama Butterfly.

Redazione

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