Per scoprirlo stasera, questa sera, alle ore 20:45 presso l’Auditorium Don Bosco (via Melchiorre Gioia 48), si svolge l’incontro “Il cervello dei bambini e il cervello degli adolescenti”, condotto dal neurobiologo Alberto Oliverio insieme al pedagogista Daniele Novara. È il terzo appuntamento della Scuola Genitori di Milano, il ciclo di incontri gratuiti dedicato a genitori, educatori e insegnanti, patrocinato dal Comune di Milano. La Scuola Genitori è un’iniziativa organizzata e promossa dal CPP – Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, con il patrocinio del Comune di Milano e realizzata con il sostegno di Doremi baby, Asili Nido e Scuola dell’infanzia.
I primi due sono stati a ottobre, “Non è colpa dei bambini – Come evitare l’eccesso di medicalizzazione nella crescita emotiva e cognitiva dei figli”, e a novembre, “Maria Montessori per i genitori”. Ultimo appuntamento sarà il 19 marzo, sempre all’Auditorium Don Bosco: “Non stare alla pari – Mantenere il proprio ruolo come genitore”, condotto da Paolo Ragusa sul tema della giusta distanza tra genitori e figli, per imparare a rispettarne i tempi e fare richieste adeguate alla loro età.
Questa sera, invece, sarà di scena il cervello dei più piccoli. Grazie allo studio del neurobiologo Albero Oliverio, i genitori e gli insegnanti potranno scoprire qual è il modo migliore per insegnare ai bambini, che apprendono in buona parte imitando, soprattutto per quel che riguarda gli aspetti più concreti e motori. Nessuna parola è davvero efficace per spiegare a un bambino come fare una capriola: solo osservando l’adulto, il bambino potrà imparare a farla.
La neuropedagogia è una disciplina recente, che si affianca alla pedagogia per migliorare le strategie educative e offrire stimoli ed esperienze più efficaci. Spesso ci si lamenta che i bambini e i ragazzi hanno scarsa concentrazione. Ma quali sono le loro reali capacità di mantenere l’attenzione in classe? I piccoli si stancano presto, non riescono a svolgere due compiti simultaneamente; a 6-7 anni non reggono più di 15 minuti; a 15-16 anni possono arrivare a 30-45 minuti. Le distrazioni possono mandare a monte esperienze importanti, mentre se si è coinvolti attivamente l’attenzione rimane desta. Per esempio, molti studi dimostrano che dopo 30 minuti di attività fisica aerobica la capacità di concertazione migliora di molto. Questa constatazione può tradursi in una strategia pedagogica utile per anticipare le lezioni di educazione fisica all’inizio dell’orario scolastico e in brevi pause di attività fisica tra una lezione e l’altra.
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