Luigi Di Maio spariglia le carte e smuove lo scenario politico. Il M5S si candida in maniera autorevole a diventare forza di Governo. Per farlo ha bisogno di creare alleanze. “Se alle elezioni dovessimo ottenere il 40% potremmo governare da soli, se non dovessimo farcela la sera delle elezioni faremo un appello pubblico alle altre forze politiche che sono entrate in Parlamento presentando il nostro programma e la nostra squadra. E governeremo con chi ci sta”. Ai microfoni di Radio Capital il candidato premier esclude quindi un Gentiloni bis: “è una prospettiva che mi terrorizza”.
“So perché Berlusconi dice che deve restare Gentiloni, perché loro si sentono tutti garantiti, soprattutto in questo momento di scandalo sulle banche. A capo della commissione banche ci hanno messo Casini e Brunetta – attacca Di Maio – due uomini sostanzialmente vicini a Berlusconi e al centrosinistra. Finché gli italiani decideranno di votare per loro ci ritroveremo sempre questo mondo unico di vecchi partiti che prova a proteggersi”.
Il leader del M5S osserva: “Meno voti prenderemo più ci sarà instabilità e si tornerà a votare, più voti prenderemo noi più ci sarà la possibilità di fare un governo”. Luigi Di Maio guarda con interesse a Liberi e Uguali di Piero Grasso, una forza politica che potrebbe portare in dote dal 7 al 10% dei voti, che sommati ai grillini potrebbero potenzialmente consentire la formazione di un Governo. Meno probabile ma sempre possibile un’alleanza post elettorale con la Lega di Salvini.
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