Una morte orribile per Marilena Re decapitata da Vito Clericò. La testa della promoter di Castellanza è stata messa in un sacchetto e coperta di calce. E’ quanto emerge dall’autopsia effettuata sui resti del capo della donna di 58 anni, trovato in un campo di Garbagnate Milanese. A dichiararlo lo stesso assassino di 65 anni, per come riferito dall’avvocato Franco Rovetto suo difensore insieme alla collega Daniela D’Emilio. Clericò ha chiesto un nuovo interrogatorio. Negli altri 5 Clericò ha ogni volta cambiato la sua versione dei fatti.
La cinquantenne è stata uccisa perché voleva restituiti i soldi di un prestito, colpita alla testa e al volto, pare a calci e pugni, forse dopo essere stata strangolata, poi decapitata e sepolta nell’orto dell’assassino di Garbagnate. È l’ipotesi che prende piede nella ricostruzione degli inquirenti.
Ascoltato dal pm, in qualità di persona informata sui fatti, il figlio di Vito Clericò. Il trentenne non avrebbe mai saputo dell’amicizia tra i suoi genitori e la promoter uccisa, così come non avrebbe avuto notizia dei prestiti di denaro ottenuti dai genitori, da Marilena Re ma anche da altre persone, mentre sapeva dell’eredità lasciata ai Clericò da un’anziana che era stata ospitata a casa loro.
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