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Sedurre: un gioco allettante o una sublime tortura?

Cosa significa sedurre oggi? E perché sembra che le distanze tra uomo e donne aumentino sempre di più? Cosa possiamo fare per  riavvicinarci?

Quando si parla di seduzione si potrebbero spendere migliaia di parole e sviscerare l’argomento da tantissimi possibili punti di vista differenti. Esistono svariati saggi e libri sull’argomento, così come tantissimi film e trasmissioni televisive dedicate al tema; ultimamente si stanno sviluppando molto queste tematiche all’interno di veri e propri blog di seduzione, come, ad esempio, in attraction, dove si danno consigli concreti su come aumentare il proprio successo con l’altra metà del cielo. La verità è che, comunque lo si voglia guardare, resta un argomento irrisolto e, per questo sempre attuale e affascinante. Da sempre uomini e donne sono impegnati nel gioco della seduzione anche se, sempre più spesso, quello che appunto dovrebbe essere un piacevole gioco, preludio di un’intimità tra i due sessi, viene il più delle volte vissuto come una sfiancante lotta alla supremazia che miete vittime e produce un grande senso di  inadeguatezza e di amarezza da entrambe le parti. Ma quando il corteggiamento, la danza della seduzione hanno smesso di essere divertenti? Cosa da coppie di possibili amanti c ha fatto diventare schiere di eserciti contrapposti? Cosa ha cambiato così significativamente, e si spera non irrimediabilmente, le carte in tavola? In questo articolo cercheremo di individuare le cause di questo repentino cambiamento e le possibili vie d’uscita da questa situazione stagnante.

Una delle principali cause nella sempre maggiore difficoltà nell’interazione tra i sessi può essere individuata nell’emancipazione dei costumi sessuali del genere femminile a cui si sta assistendo a partire dal secondo dopoguerra. Le donne non sono più disposte a ricoprire esclusivamente il ruolo di preda, ma spesso hanno voglia loro stesse di cacciare e questo ha spiazzato molto l’uomo, che subisce questo maggiore spirito d’iniziativa da parte della donna quasi come una violenza o, comunque quanto meno, come un tentativo di usurpazione della sua prerogativa di conquista. Inoltre le donne si fanno desiderare di meno, rendendo tutto ciò che è preliminare al rapporto sessuale, dal primo approccio al primo bacio, menointrigante e interessante per l’uomo. L’uomo non deve sforzarsi più di tanto per ottenere di entrare in intimità con una donna e questo gli fa perdere il gusto di provarci. Ora tutto ciò non è imputabile ad una colpa del genere femminile: i tempi cambiano e con essi anche i costumi si evolvono. Piuttosto sono gli uomini a mostrare una certa indolenza e pigrizia nei confronti degli inevitabili cambiamenti dei costumi sessuali. Sarebbe bello se per una volta anziché incolparsi a vicenda si tentasse di venirsi incontro e di superare questo empasse che, diciamolo francamente, nuoce gravemente alle donne quanto agli uomini. Il nocciolo di questa atavica difficoltà d’interazione relazionale resta sempre la comunicazione. Uomini e donne parlano due lingue diverse, elaborano le informazioni in maniera diversa e assumono comportamenti diversi secondo un diverso grado di coerenza con le loro parole. È scientificamente dimostrato che le donne impiegano una porzione più ampia della loro corteccia celebrale per elaborare le informazioni: interpretano le informazioni in svariati modi di versi e arricchiscono anche delle semplicissime frasi di molteplici sottointesi che mandano semplicemente in tilt il cervello maschile che, invece, ha un funzionamento più logico e lineare. Le donne inoltre sono risaputamente più intuitive degli uomini e riescono ad indovinare senza un’apparente spiegazionelogica le intenzioni dietro le azioni altrui; e, ancora, le donne spesso dicono il contrario di quello che pensano e fanno il contrario di quello che dicono. Sta quindi all’uomo sforzarsi di decodificare il comportamento e il linguaggio femminile e le sue evoluzioni; è in questo che sta la vera sfida che rende il gioco della seduzione intrigante e, se vogliamo, divertente. Con modalità differenti rispetto al passato sarebbe bello se l’uomo riconquistasse il gusto della caccia e la donna, pur senza rinnegare i propri progressi di emancipazione rispetto all’uomo, tornasse a ricoprire i panni della preda.

Redazione

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