Quaranta mila persone in piazza nella sola Barcellona per protestare contro l’azione fascista di Madrid che vorrebbe impedire a tutti i costi il referendum per l’indipendenza della Catalogna. Con gli indipendentisti si schierano movimenti e autorità da tutto il Mondo.
Per il presidente della provincia di Bolzano l’attuale situazione è figlia del fatto che per anni “la Spagna si è rifiutata di aprire una trattativa sensata e concreta sullo sviluppo dell’autonomia nella regione. L’autonomia finanziaria catalana esiste solo sulla carta, e il governo centrale, in maniera a mio modo di vedere incomprensibile, non è disposto ad attuare un accordo equilibrato su questo tema”. Il politico ritiene “totalmente inaccettabile l’attuale comportamento del governo spagnolo nei confronti dei rappresentanti delle istituzioni autonome catalane” e paragona l’attuale situazione con quella dell’Alto Adige negli anni ’50, “quando l’Italia si rifiutava di concedere l’autonomia che era stata promessa. In Provincia di Bolzano – ricorda il Landeshauptmann – grazie all’ancoraggio internazionale garantito dall’Accordo di Parigi e dalla funzione di potenza tutrice dell’Austria, si è però riusciti a giungere ad una soluzione soddisfacente grazie a lunghe e difficili trattative. La Catalogna non può contare su questo tipo di tutele, ma ciò non legittima la Spagna ad ignorare le loro richieste: anche in questo caso deve valere il principio del “Pacta sunt servada”, ovvero che i patti devono essere rispettati. Il mio augurio e la mia speranza è che questa diatriba tra il governo spagnolo e la minoranza catalana possa essere risolta in maniera positiva”.
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